Page 115 - Le Arti Marziali nel mondo Militare
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Seconda Parte
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detto “Pisseux”. Nato nel 1794, studia le discipline di combattimento praticate
in Francia semplificandole in alcune parti per facilitarne l’apprendimento. Pisseux
elabora i movimenti dei due metodi di difesa personale francesi dell’epoca, ovvero
la “Chausson”, praticato al Sud principalmente dai militari con l’uso esclusivo dei
colpi di piede, e la “Savate”, in uso al Nord, con aggiunti, ai colpi di piede, i
colpi portati con le mani a schiaffo. Unendo il meglio dei due metodi, nel 1820
crea l’accademia Art de la Savate. L’uso limitato delle braccia tuttavia rende la
Savate ancora una disciplina incompiuta, ragione per cui un allievo di Pisseux,
Charles Lecour, si reca in Inghilterra per affinare la tecnica pugilistica. Al rientro
in Francia integra la disciplina francese con quanto appreso oltremanica creando
così la “boxe francese”.
Nella Savate sono fondamentali fluidità e precisione. Nella variante di difesa
personale i calci erano bassi, non andavano sopra il ginocchio, mentre le mani
rimanevano aperte, poiché i marinai per combattere sul ponte della nave avevano
necessità di equilibrio e i combattimenti a pugno chiuso erano proibiti. Nella
versione dei militari invece le mani erano impegnate nell’utilizzo di armi ed erano
previste prese e proiezioni. La Chausson differiva dalla Savate per la maggior parte
dei calci puntati più in alto e le mani piazzate a terra quando si calciava – non
diversamente dalla Capoeira brasiliana. Al contrario i calci della Savate erano
generalmente bassi, stile tipico di una lotta nata in strada. Comune a entrambe era
invece l’indossare scarpe per la pratica o il combattimento.
Se, come accennato, Charles Lecour, che migliora gli insegnamenti di Pisseux
combinandoli con la boxe inglese, è considerato il creatore della Boxe Française,
uno dei più importanti maestri francesi del XIX secolo sarà Louis Leboucher,
che nel 1843 pubblica il primo “Trattato di Canne” in venticinque lezioni e l’anno
dopo il primo trattato sulla Boxe Française et Anglaise. L’opera di Leboucher sarà
ampiamente ripresa da Luigi Carmine, capostipite della scuola milanese di sport

