Page 111 - Le Arti Marziali nel mondo Militare
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Seconda Parte
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Lo stesso regolamento divideva i praticanti (professionisti e dilettanti) in Maestri
(cintura nera), Esperti (blu) e Lottatori (bianca). Si poteva diventare Maestro
o Esperto, abilitati a insegnamento e arbitraggio, superando gli esami della
Federazione. Cinque le categorie: piuma, leggeri, medi, medio-massimi, massimi.
Gli incontri – specificava ancora il regolamento – si sarebbero disputati su tre
riprese, con intervalli di due minuti, per una durata complessiva non superiore
a trenta minuti. La vittoria era assegnata a chi si aggiudicava almeno due riprese
e l’arbitro poteva sospendere il combattimento per resa o manifesta inferiorità
tecnica di uno dei contendenti. La materassina, “imbottita di lana, crino e segatura”,
misurava non meno di 4 metri per lato (con spazio libero circostante di almeno
un metro) e poggiava su pavimenti di legno. Gli atleti dovevano indossare casacca
bianca e calzoncini, calze e ginocchiere facoltative, vietate le scarpe. Il saluto era
obbligatorio “all’inizio del primo assalto e al termine dell’ultimo”, da effettuare
agli angoli opposti della materassina, appoggiando sul tappeto mani e ginocchio
destro ed eseguendo l’inchino con la testa. Proiezioni e immobilizzazioni erano
valide se effettuate all’interno della materassina.
Il regolamento infine vietava le prese alle dita di mani e piedi, come i colpi con
qualsiasi parte del corpo, ma consentiva strangolamenti con gli avambracci, con le
gambe e con i baveri, oltre a compressioni con le gambe ai fianchi, all’addome e
allo stomaco. Le sanzioni disciplinari consistevano in ammonizione, sospensione
fino a due mesi, sospensione fino a sei mesi, espulsione.
Tre mesi dopo la fondazione della Federazione Jiu-Jitsuista Italiana, nella sala
Flores in via Pompeo Magno, sarà disputato il primo campionato italiano (20-21
giugno 1924), che vedrà affermarsi il lottatore di greco-romana Pierino Zerella e
il titolo a squadre assegnato alla Legione Allievi Carabinieri di Roma, davanti alla
SCMEF (qui si terranno anche i primi esami per l’attribuzione della qualifica di
Maestro) e alla Guardia di Finanza. L’evento ha discreto successo, confermando

