Page 112 - Le Arti Marziali nel mondo Militare
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            l’interesse di pubblico e stampa per una disciplina considerata efficace pratica di

            educazione fisica e difesa personale.

            L’entusiasmo  per  il  Jujitsu,  nonostante  le  manifestazioni  organizzate  dalla
            “Colombo”,  è  tuttavia  destinato  a  un  rapido  raffreddamento.  Dopo  la  terza
            edizione nel 1926, i campionati italiani sono interrotti e a poco serve il tentativo di

            rivitalizzare l’interesse intorno alla disciplina con la spettacolare manifestazione del

            7 luglio 1928 nella sala della Corporazione della Stampa a Trastevere, nonostante
            vi partecipino l’esperto judoka nipponico Mata-Katsu Mori e soprattutto il maestro
            Kano.

            Il nuovo statuto-regolamento del 1927 intanto ha introdotto alcune modifiche.

            I  praticanti  sono  ora  divisi  in  Maestri  Arbitri  (cintura  nera),  Esperti  Arbitri
            (blu), Lottatori Professionisti (rossa) e Lottatori Dilettanti (bianca). Le categorie
            diventano  sei:  minimi,  piuma,  leggeri,  medi,  medio-massimi  e  massimi.

            Il  combattimento  poteva  essere  “semplice”  o  “vero”:  il  primo  prevedeva

            l’atterramento  dell’avversario  con  un  colpo  o  contro-colpo  facendogli  toccare
            anche solo una spalla sul tappeto, oppure tenendolo immobilizzato con una o
            tutte e due le spalle allo stesso tempo per trenta minuti secondi. Il combattimento

            “vero”, in più, consentiva strangolamenti e leve da qualsiasi posizione. La durata

            dei combattimenti, sempre in tre riprese con intervalli di due minuti, era ridotta
            a quindici minuti per i dilettanti e ventuno per i professionisti. L’ultimo articolo
            del regolamento stabiliva che ogni incontro fosse improntato “al più alto senso

            cavalleresco  e,  più  che  una  dimostrazione  di  forza,  doveva  essere  lo  sfoggio

            dell’intelligenza e della tecnica acquisita nel metodo”.
            Nel giugno del 1929, sempre a Roma, si giunge alla quarta edizione del campionato
            italiano,  ma  anche  a  causa  del  trasferimento  di  Oletti  a  La  Spezia  nel  1930

            l’interesse per il Jujitsu è ormai in declino. All’inizio dell’anno successivo, infine,

            la Federazione Italiana Lotta Giapponese è assorbita dalla Federazione Atletica
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