Page 38 - Le Arti Marziali nel mondo Militare
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            basate  su  colpi  portati  alla  cieca  dai  nostri  antenati  primitivi  sotto  lo  stimolo

            dell’impulso naturale alla sopravvivenza, e le moderne e raffinate discipline marziali

            oggi conosciute, ci sia indubbiamente una sorta di fil rouge composto di verifiche
            ed  esperienze  sul  campo  collegate  a  tutta  una  serie  di  studi  teorici.  Possiamo
            verosimilmente ipotizzare che la prima volta che un uomo ha stretto le dita a

            pugno e ha sperimentato che questo semplicissimo e apparentemente innocuo

            gesto potesse divenire  un’arma  di  difesa  o  di  attacco,  o  anche  semplicemente
            più efficace, nel momento in cui venisse usato come colpo inferto contro una
            determinata  parte  del  corpo  piuttosto  che  contro  un’altra,  quel  momento  di

            consapevolezza  esperita  deve  essere stato il  primo  passo  verso  la  codifica dei

            moderni stili. Da qui alla considerazione che non solo gli arti potevano essere
            impiegati come armi, ma che esistevano punti più esposti al dolore per cui era
            utile indirizzare proprio in quelle regioni colpi precisi, il passo è stato breve, ma

            non ancora sufficiente. Per parlare di arte marziale nel senso moderno del termine,

            cioè come studio delle possibilità di difendersi con una tecnica adeguata per ogni
            situazione, si deve compiere un salto di cognizione ulteriore, cioè la necessità di
            studiare e catalogare l’organizzazione dei colpi contro alcuni specifici settori del

            corpo, e lo studio della “forma” stessa del colpo.

            La storia delle arti da combattimento nasce dunque da due attività fondamentali
            sin  dalla  formazione  delle  prime  tribù  umane,  cioè  la  caccia  e  la  difesa  del
            territorio. Entrambe le attività possono essere identificate e riportate, da un punto

            di vista antropologico, ai primi insediamenti umani a gruppi poco numerosi e

            non stanziali, definiti come “cacciatori e raccoglitori”. La caccia ha a che fare
            con il rapporto dell’uomo con l’ambiente, mentre la difesa del territorio riguarda
            i rapporti tra gli uomini. In entrambi i casi, privo di armi naturali obiettivamente

            pericolose, l’uomo ha dovuto ingegnarsi e sviluppare fin dai primordi quello che

            oggi definiamo con un termine moderno “sviluppo tecnologico”, in quel caso
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