Page 43 - Le Arti Marziali nel mondo Militare
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Il legame fra guerra e classi sociali è talmente stretto che il termine stesso di
“classe” ha una derivazione militare, avendo origine dalle classi di armamento
dell’antica Roma dove, a ogni categoria sociale, corrispondeva univocamente
un determinato armamento. Va aggiunto inoltre che non casualmente la nascita
delle classi e dello “Stato”, relegando la donna al subordinato ruolo riproduttivo
e di cura degli infanti, comporta anche la soppressione dello sport femminile e
dunque della pratica delle arti marziali da parte delle donne. Il potere e la proprietà
diventeranno così esclusive degli uomini ricchi, essendo alle donne tutt’al più
concesso di assistere ai combattimenti maschili.
Le armi diventano insomma esclusiva di determinati individui, ai quali è concesso
di portarle come segno di distinzione sociale: l’aristocrazia guerriera nelle società
oligarchiche, i cittadini nella Grecia e, in seguito, nella Roma repubblicana.
Il divieto di portare armi per chiunque non appartenesse alla categoria dei
guerrieri, sopravvissuto in molte società fino a tempi non remoti, è quindi antico
quanto la nascita stessa dello “Stato” e avrà tra le altre conseguenze inevitabili lo
sviluppo di tecniche di combattimento a mani nude da parte di quanti erano esclusi
dalla possibilità di portare armi per difendersi. Queste sono dunque collegate sia
all’occupazione militare di un territorio sia all’oppressione di classe, fornendo
una spiegazione – in termini semplificati – del perché in ogni epoca il rapporto
tra Stato e cittadini sia stato spesso conflittuale, al punto da essere irrimediabile e
condurre alla distruzione degli stessi. Si pensi ad esempio all’invasione della Cina
da parte dei mongoli nel 1219 d.C., quando il Celeste Impero si arrenderà agli
invasori, assai esigui di numero, anche per la sua incapacità di mobilitare la sua
enorme popolazione contadina per la guerra.
Se con la progressiva espansione degli eserciti composti di decine di migliaia
di uomini inizieranno a contare molto di più la tecnologia delle armi, la perizia
tattica dei comandanti e la motivazione degli uomini, l’arte del combattimento

