Page 48 - Le Arti Marziali nel mondo Militare
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Una combinazione di eventi storici tiene invece l’Asia lontano da questi sviluppi
tecnologici. In Giappone è proprio la struttura di classe che configurava quella
società ad avere un ruolo decisivo. Nel XVII secolo in questo Paese, infatti, si
producevano armi da fuoco in quantità e qualità maggiori che in Europa, ma la
casta dei guerrieri guidata dallo Shogun, che aveva di fatto esautorato il potere
imperiale, intravedeva giustamente nello sviluppo e utilizzo delle armi da fuoco
un pericolo concreto per la propria sopravvivenza. Per formare un samurai ci
volevano anni mentre qualunque contadino avrebbe potuto imparare a sparare in
appena una settimana. I fucili avrebbero condotto alla decadenza e alla perdita del
potere dello Shogun nel giro di pochi anni e quindi vennero banditi, condannando
il Giappone, di lì a qualche secolo, all’umiliazione dell’apertura forzata alle
merci occidentali. Nell’Ottocento, quando già in Europa la guerra si fondava
su moltitudini di uomini armati di fucili e cannoni, e le navi armate montavano
cannoni, in Giappone i samurai ancora reprimevano i contadini a colpi di katana,
peraltro non diversamente dai guerrieri aztechi o inca, le cui bellicose aristocrazie
dominavano moltitudini di contadini-servi in tutta l’America precolombiana,
destinata a essere conquistata nel corso del XVI secolo da poche migliaia di
europei, rivestiti di ferro e dotati di armi da fuoco, oltre che di micidiali malattie.
Quando gli eserciti e le navi europee arrivavano a contatto con queste civiltà
ne ricavavano sempre le stesse impressioni: si trattava di uomini di coraggio e
capacità immensi che però nulla potevano di fronte alla superiore tecnica e tattica
degli invasori dotati di armi da fuoco. Nel corso di tre secoli, nonostante qualche
episodio eroico di resistenza, i popoli di tutto il mondo, dagli indios latinoamericani,
ai filippini – e più tardi dagli africani alle tribù di indiani del Nord America, per
finire con gli imperi cinese e moghul – saranno completamente soggiogati e piegati
alle esigenze mercantili dell’imperialismo europeo. Un riferimento è senz’altro la
Guerra dell’oppio del 1839-42 tra gli Imperi britannico e cinese, nella quale gli

