Page 52 - Le Arti Marziali nel mondo Militare
P. 52
50 Le arti marziaLi neL mondo miLitare
evoluzione
Paradossalmente, la grande popolarità delle arti marziali ha conosciuto un
successo straordinario soprattutto in relazione alle discipline orientali, ovvero
originarie di quelle culture che gli europei e gli statunitensi avevano senza troppe
difficoltà soggiogato nel corso del XIX secolo, proprio a causa della loro eccessiva
fedeltà a stili di combattimento tradizionali e superati dalla modernità, e ai relativi
ordinamenti economici e sociali.
Il Judo, il Karate e le altre discipline hanno spopolato in un Occidente
tecnologicamente e militarmente all’avanguardia, che con la Seconda guerra
mondiale aveva piegato anche l’unica potenza asiatica, il Giappone, che aveva
tentato di sfidarlo coniugando la tradizione e la modernità, la durissima disciplina
collettiva con la perfezione dell’addestramento individuale. Questo fenomeno
ha probabilmente numerosi motivi, dall’amore dell’esotismo tipico della cultura
occidentale, alla tradizionale appropriazione della “cultura dei vinti” da parte dei
vincitori e, probabilmente, non è estraneo nemmeno ai processi di decolonizzazione
e globalizzazione seguiti agli anni Cinquanta. Se la diffusione di arti marziali
dall’Oriente ha seguito un corso inarrestabile dagli anni Sessanta del secolo scorso
fino a cancellarle dallo spazio sportivo occidentale, con la significativa eccezione
del pugilato e, in minor misura, della lotta, esse però non sono mai del tutto
scomparse dalla cultura sportiva e marziale occidentale e hanno conosciuto una
parziale ripresa proprio negli ultimi decenni.
In generale possiamo dire che le arti marziali europee sono sempre state prive di
contenuto ideologico e non hanno mai avuto contatti con la medicina come nvece
è accaduto in Oriente. Per lo più le arti marziali europee derivano e attingono i
dettami dalla tradizione degli antichi sport da combattimento. In Inghilterra, nel
XV secolo, si stabiliscono personaggi con il titolo di “maestri della nobile arte
dell’autodifesa”, i quali insegnano le tecniche della loro arte sia ai civili che ai

