Page 116 - Le bande musicali - dall'Unità d'Italia ai primi del Novecento
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116 Le bande musicaLi miLitari daLL’unità d’itaLia aLLa prima metà deL novecento
del primo atto de la traviata e il Va’ pensiero dal Nabucco di Verdi, la Danza delle
ore dalla Gioconda di Ponchielli e il Capriccio italiano op. 45 di Ciajkovskij Pjotr
Ilič. In Italia ricordiamo, fra i tanti, i concerti eseguiti rispettivamente nel 1933 a
Torino in occasione dell’inaugurazione del Monumento al Carabiniere; nel 1952
a
in occasione della 88 Esposizione dei Fiori; nel 1954 a Paternò (Catania), per i
festeggiamenti in onore di S. Barbara. Nel 1976 in Vaticano, alla presenza di papa
Giovanni Paolo II per la celebrazione della Virgo Fidelis patrona dell’Arma la Ban-
da, sotto la direzione del maestro Borgia.
IV. 8. 1 La Fanfara del Reggimento dei Carabinieri a cavallo
La Fanfara del Reggimento dei Carabinieri a cavallo ha una caratteristica che
la contraddistingue dagli altri complessi. I carabinieri suonano le trombe o gli
strumenti a percussione (tamburi rullanti, timpani e tamburi imperiali) montando
a cavallo. Per poter suonare le percussioni agevolmente, gli strumentisti guidano i
cavalli con le redini fissate alle staffe. Le musiche eseguite rispettano le andature
dei cavalli: passo, trotto e galoppo.
Nel 1814 Vittorio Emanuele I include i trombettieri a cavallo nell’istituzio-
ne dei Carabinieri Reali. Il decreto del 1°ottobre 1820, promosso dal colonnello
Alessandro di Menusiglio di Saluzzo, sancisce l’aumento dei trombettieri e i gradi
gerarchici. La trombetta comandante ottiene il grado di brigadiere invece i trom-
betti sono carabinieri. I trombettieri a cavallo in guerra sono impegnati per segnali,
ordini, messaggi. In tempo di pace scandiscono le giornate in caserma: la sveglia,
l’alzabandiera, la pulizia, il rancio, la ritirata, etc. Alle mansioni ordinarie si ag-
giungono quelle tipiche delle cavallerie, anch’esse scandite con squilli di tromba
specifici. Nel 1829 alla Legione Allievi Carabinieri di Torino è annessa una fanfara
formata da soli dodici trombettieri e il capo trombetta. Probabilmente questo pic-
colo complesso non è in pianta stabile ma si costituisce solo all’occorrenza. Dopo
l’Unità d’Italia la Legione con la Fanfara annessa viene trasferita a Roma. Dalla
seconda metà del Novecento la Fanfara arricchisce il suo repertorio e conquista
sempre maggiore visibilità pubblica. Diventa ospite fisso di varie ricorrenze annua-
li, fra cui il Concorso Ippico Internazionale di Roma nella piazza di Siena. Il primo
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capofanfara è Guido Massetti alla guida di sedici elementi che suonano la tromba
in Fa a un pistone e si distinguono in prime, seconde e terze trombe. In genere gli
strumentisti sono militari in ferma permanente con l’aggiunta di allievi carabinieri
che, dopo aver acquisito una preparazione sufficiente, vengono aggregati alla Fan-
fara. Dalla morte di Massetti, avvenuta nel 1952, nell’arco di circa dieci anni, la
213 cfr. Scheda biografica.

