Page 19 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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IntroduzIone 19
di incontri di archivistica militare e poi mi ha seguito quale tutor, nell’ambito
del dottorato in “Scienze librarie e documentarie”, XXVI ciclo presso il Dipar-
timento di Scienze documentarie, linguistico-filologiche e geografiche della “Sa-
pienza Università di Roma” insieme alla cotutor, la professoressa Marina Raffaeli;
un ringraziamento deve essere espresso verso i capi ufficio dell’Ufficio Storico e
amici che hanno compreso l’importanza di tale progetto, i colonnelli giancarlo
Barbonetti, Paolo Aceto, Claudio Lunardo, giancarlo Pintore, Francesco gosciu
e Alessandro Della Nebbia. Un particolare grazie deve essere rivolto al generale
(in congedo) Vincenzo Pezzolet, già capo ufficio storico e redattore della rivista
«Il Carabiniere», prodigo di consigli e memoria storica fondamentale per com-
prendere alcuni passaggi della vita dell’Ufficio e al generale (in congedo) Nicolò
Paratore, già direttore del Museo Storico, per la sensibilità e l’attenzione verso
la ricerca, nonché al Vice Direttore, Tenente Laura Secchi. Un utile confronto
è stato quello avuto con colleghi archivisti come Ornella Di Tondo, Alessandro
gionfrida, Francesca Nemore e Silvia Trani, con i responsabili degli uffici storici
delle altre Forze Armate, dello Stato Maggiore Difesa e delle altre Forze dell’Or-
dine, con appassionati studiosi di storia come Filippo Cappellano e Nazzareno Di
Vittorio, nonché con Marco Clementi per aver condiviso e scambiato suggestioni
e esperienze in ordine al fondo del gruppo Autonomo Carabinieri Reali recente-
mente depositato presso l’Archivio di Stato di Rodi (grecia). Un ringraziamento
speciale è rivolto al personale dell’Ufficio Storico (con un particolare pensiero
al Maresciallo Capo Marcello Di Fede e agli Appuntati Scelti Davide Fusco e
Simona greco, quest’ultima del Ruolo Forestale) che ha seguito con me alcune
piste di ricerca spesso con risultati entusiasmanti, altre volte con piccole soddisfa-
zioni. Infine, devo ricordare il personale del Museo Storico dell’Arma per la piena
disponibilità e, più in particolare, il Luogotenente Roberto Caroni, il Brigadiere
Andrea Lazzeri e l’Appuntato Scelto Fabrizio Di Clemente.
Un ultimo ringraziamento dev’essere rivolto al Capo Ufficio Storico dello Sta-
to Maggiore della Difesa – V Reparto – Affari generali, Colonnello Massimo
Bettini e ai suoi collaboratori (in particolar modo al Capitano di Fregata Fabio
Serra) e al Comitato scientifico per aver sostenuto la pubblicazione di questo la-
voro nella collana editoriale “Archivi e Istituzioni Militari”, edita da quell’Ufficio
Storico e della quale lo scrivente svolge le funzioni di coordinatore dei progetti.
Lo studio e la diffusione di tali temi di ricerca, generalmente riservati ai profes-
sionisti del settore, rappresenta invece l’opportunità di divulgare una conoscenza
scientifica che deve essere condivisa.
Il frutto di tanti anni di ricerche è dedicato a mia moglie, Annarita e ai miei
figli, giulio e Tullio che, pazienti, hanno compreso il progetto e mi hanno aiutato
a realizzarlo.

