Page 17 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
P. 17
IntroduzIone 17
gli archivi dell’Arma dei Carabinieri poi sono stati oggetto di varie osserva-
zioni a cominciare da quella più datata di Claudio Pavone ma le questioni si sono
7
progressivamente chiarite, a partire dal contesto normativo .
In realtà, la tutela degli archivi delle Forze dell’Ordine già in passato si era
mostrata modesta tanto che, altrove, si ricostruiscono le vicende dell’archivio di
un organo di pubblica sicurezza seppure per la realtà ligure preunitaria con i “ge-
nerosi” interventi di scarto .
8
L’assenza dunque di opere di carattere generale che possano far comprendere
il funzionamento della gestione documentaria nell’Arma dei Carabinieri durante
il regno d’Italia ha costituito una forte spinta verso il compimento del lavoro. In
effetti, il percorso seguito consente di chiarire, ci si augura, definitivamente le
disposizioni che si trovavano alla base della produzione documentaria dei Cara-
binieri. In particolare, si può notare come tali disposizioni non costituiscano un
unicum ma che in realtà diversi organismi ministeriali (in primis i Ministeri della
guerra e dell’Interno) e organismi periferici (comandi di corpo d’armata, Co-
mando generale) avevano emanato disposizioni di varia natura che confluivano
verso l’attribuzione di responsabilità di carattere formale come la compilazione di
processi verbali, di note informative, di comunicazioni di natura amministrativa
in carico ai comandi periferici dell’Arma, dalla legione sino alla stazione.
Si deve ben comprendere dunque come, a partire dal 1891, si assista ad un
fenomeno di consolidamento dell’azione del Comando generale che progressiva-
mente ridusse sempre di più la competenza del Ministero della guerra; così gli in-
terventi ministeriali si orientarono unicamente sulle attività e funzioni più schiet-
tamente militari, quelli del Ministero dell’Interno si limitarono all’area di pubblica
sicurezza e ordine pubblico e il Comando generale mantenne sempre di più salde
competenze nel campo più squisitamente operativo e d’istituto dell’Arma.
Così i Carabinieri rimasero sottoposti alle norme in campo amministrativo e
contabile previste per tutto l’Esercito, con alcune sfumature speciali riservate pro-
prio a loro, mentre, il Ministero dell’Interno esercitava la sua azione di indirizzo
attraverso continui interventi per i campi di stretta competenza.
In tal modo è possibile definire non solo le disposizioni che diedero luogo
effettivamente alla produzione documentaria, ma anche le funzioni esercitate dai
Carabinieri così come erano riflesse nella produzione documentaria e nella stra-
tificazione archivistica. Ciò consente anche di agevolare la comprensione delle
7 Claudio Pavone, Gli archivi di Stato, in «Quaderni di Italia nostra», 1970, n. 10, pp. 14-28. Si rinvia
al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio che esonera anche l’Arma dei Carabinieri, al pari delle
altre 3 Forze Armate e dello Stato Maggiore della Difesa, dal versamento dei propri fondi all’ammi-
nistrazione archivistica.
8 Ivan Costanza, La polizia nel Regno di Sardegna a Genova (1814-1854), in «Storia Amministra-
zione Costituzione, Annale ISAP», 17 (2009), pp. 203-233. In particolare si fa riferimento all’ufficio di
pubblica sicurezza di Chiavari sottoposto a ispezione nel 1849 e al conseguente scarto.

