Page 14 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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            tuzionali destinati ad assicurare quella condivisione è di grande interesse, come

            premessa per una comprensione di ciò che resta, così come per la progettazione
            di interventi che potrebbero – attraverso ricerche mirate più o meno vaste – con-
            sentire di compensare e integrare quelle lacune.
               Progetti di questo tipo sarebbero particolarmente auspicabili per il recupero
            almeno parziale della documentazione delle attività locali, distribuite sul terri-
            torio, dalle indagini di polizia giudiziaria sui reati di varia entità e natura, agli
            interventi miranti ad assicurare la tutela dell’ordine sociale, della cui prospettiva
            generale l’ordine pubblico è solo un aspetto, per quanto più visibile di altri. La
            microstoria è un tipo di approccio che solo da un certo periodo in poi ha incon-
            trato l’interesse degli storici, e dunque non si può imputare agli archivisti di Stato,
            e men che meno agli archivisti delle forze armate, di non averne adeguatamente
            salvaguardato le fonti. Si può però imparare dal passato – in termini archivisti-

            ci – per il futuro dei processi di selezione e conservazione, e si può sfruttare la
            polifunzionalità istituzionale degli archivi per ritrovare di lato ciò che non si è
            trasmesso in linea diretta.
               È per questi motivi che fin da subito è apparso evidente a chi scrive l’interesse
            del progetto di dottorato di Flavio Carbone, i cui risultati sono alla base del vo-
            lume qui pubblicato. Essi vanno inquadrati da un lato in un più vasto interesse
            ormai solidamente affermato verso gli archivi delle forze armate, dall’altro in una
            peculiare prospettiva di recupero e di analisi della memoria storica dell’Arma. Il
            lavoro compiuto dall’autore, attraverso la formazione e l’attività di ricerca, è di

            portata più ampia di quanto qui presentato. Esso si estende allo studio proso-
            pografico dei vertici dell’Arma, ma anche alla storia dei suoi archivi in un arco
            temporale più vasto. Un punto di arrivo, quindi, ma soprattutto un nuovo punto
            di partenza, con molti auguri di buon lavoro!

                                           Professor giovanni PAOLONI
                                     Docente di Archivistica e Direttore della Scuola
                                     di Specializzazione in Beni Archivistici e Librari
                                             Sapienza-Università di Roma
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