Page 9 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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Presentazioni
arma dei Carabinieri è una delle poche istituzioni che hanno una data
di nascita certa: Vittorio Emanuele I, re di Sardegna, appena rientrato
L’ nel possesso degli “Stati di Terraferma” decise di costituire un Corpo
di militari “per buona condotta e saviezza distinti”, incaricato di provvedere “alla
difesa dello Stato in tempo di guerra e di vigilare alla conservazione della pubblica e
privata sicurezza” in tempo di pace..
È da un documento, le Regie Patenti, che il 13 Luglio 1814 nacquero i Ca-
rabinieri e di documenti è costellata l’evoluzione di questo corpo militare che
ha accompagnato la storia d’Italia in tutte le sue fasi tanto da divenirne a volte
immagine iconografica.
Era dunque tempo di mettere in evidenza, attraverso una raccolta, alcuni di
quei documenti che hanno non solo valore storico in sé, ma che rappresentano
anche l’evoluzione dei Carabinieri nel tempo, modellandosi sulle modifiche isti-
tuzionali, sociali, culturali e legislative del Paese.
I Carabinieri, dalla Stazione al Comando generale, ricevevano, classificavano,
predisponevano e gestivano corrispondenza in un flusso continuo anche nei tem-
pi lontani in cui lo scrivere una lettera era un’abilità di pochi e tra essi proprio i
militari dell’Arma che dovevano “saper leggere e scrivere”.
Quei documenti, conservati negli archivi, testimoniano il “lavoro d’ufficio”
su cui si basava la tenuta complessiva di un’organizzazione articolata capace di
incidere sul tessuto sociale di tutta la nazione: col progredire dei tempi, con i
grandi mutamenti vissuti dal nostro Paese, con l’Unità d’Italia e la costruzione di
una macchina statale più complessa, i Carabinieri hanno modificato e gestito le
nuove esigenze documentali con attenzione ed equilibrio, ma hanno conservato
la memoria del lavoro svolto.

