Page 11 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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                      resentare il volume “Tra carte e caserme: gli archivi dei Carabinieri Reali

                      (1861-1946)” del Tenente Colonnello Flavio Carbone è un motivo di
              P soddisfazione per più ragioni. Si tratta, innanzitutto, di un contribu-
              to estremamente qualificato in un settore ad elevata specializzazione, quale è la
              scienza archivistica. In secondo luogo, questo lavoro rappresenta un contributo

              davvero unico nel panorama degli archivi storici con particolare riferimento a
              quelli delle Forze Armate. Per la prima volta, grazie al contributo e al sostegno
              dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa, è possibile far conoscere
              la storia della gestione documentaria dell’Arma dei Carabinieri Reali durante il

              Regno d’Italia e le vicende legate alle operazioni di scarto degli archivi.
                 A fianco a tale percorso seguito con attenta ricerca delle fonti primarie e se-
              condarie, si deve associare una storia archivistica dei due poli di conservazione
              dell’Arma: il Museo Storico, istituito formalmente nel 1925, di cui un primo

              nucleo era stato già realizzato alcuni anni prima, e l’Ufficio Storico, principale
              depositario delle carte storiche dell’Arma e archivio storico in senso corrente per
              l’Arma dei Carabinieri.

                 La capacità investigativa dell’autore si declina in una dimensione di ricerca e
              in una interpretazione delle fonti, non sempre complete, per leggere e ricostruire
              le vicende delle carte prodotte e custodite dai diversi comandi dell’Arma. Si può
              riconoscere agevolmente come questo lavoro rappresenti, come lo stesso autore

              dichiara, il frutto di una riflessione durata oltre 15 anni, avviata inizialmente con
              lo studio della storia dell’Arma per giungere ad abbracciare la scienza archivistica.

                 Questa presentazione mi consente anche di ringraziarlo per l’impegno e la
              professionalità, universalmente riconosciutigli, che ha profuso in tutte le attività
              condotte dall’Ufficio Storico e dal Museo, nella comune attività di valorizzazione
              del patrimonio storico, documentario e iconografico che l’Istituzione custodisce
              e intende diffondere in modo sempre più ampio.
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