Page 16 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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16 Tra carTe e caserme: Gli archivi dei carabinieri reali (1861-1946)
possibile tenere, con non poche difficoltà, una sessione speciale dedicata agli uffici
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storici delle Forze Armate quali istituti di conservazione archivistica . In tale sede,
il professor Paoloni sottolineava come «si voleva aprire un vero e proprio cantiere
di lavoro, dove presentare alcune attività e scambiarsi idee su ciò che era stato fat-
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to sino ad allora, per conoscersi meglio e aprire la via a nuove riflessioni» . Da tali
considerazioni nel contempo si sono dipanati due percorsi distinti: da una parte
quello istituzionale che ha dato vita a una collana dedicata espressamente alla
storia delle istituzioni e agli archivi militari, di cui è editore l’Ufficio Storico dello
Stato Maggiore della Difesa e, dall’altra, quello più propriamente scientifico, ov-
vero il progetto di ricerca che è presentato in queste pagine e che rappresenta per
l’autore, allo stesso tempo, un punto di arrivo e di partenza.
Un punto di arrivo perché consente di raccogliere in un unico lavoro la lunga
stagione di studio avviata oltre 15 anni fa attraverso un percorso che iniziò all’e-
poca con la storia dell’Arma dei Carabinieri per arrivare alla storia della gestione
documentaria. Un punto di partenza perché si crede intimamente che tale con-
tributo possa dare vita a una nuova stagione di riflessioni, almeno per coloro che
si occupano di archivi militari, centrando l’attenzione sulla storia della gestione
documentaria e, di conseguenza, sugli istituti di conservazione e la loro politica.
gli archivi delle forze armate e delle forze dell’ordine rappresentano un pa-
trimonio estremamente prezioso per il cittadino e per lo storico. Finché il valore
amministrativo non è decaduto il cittadino ha il diritto/dovere di poter vedere le-
gittimamente riconosciuta una situazione particolare, un danno o una vessazione.
Alla caducità di tale valore emerge prepotentemente il valore storico del docu-
mento e degli archivi. Per questi ultimi, nel 1961 il capitano Saurel così si esprime-
va a proposito degli archivi della gendarmeria Nazionale francese: «il s’agit de très
importantes ressources pour les historiens à la recherche de documents véridiques,
de véritables “ clichés photographiques ” d’un événement ou d’une période» .
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4 le relazioni sono state pubblicate in 39° Congresso Internazionale di Storia Militare, Tori-
no 1-6 settembre 2013, Le operazioni interforze e multinazionali nella storia militare – Joint
and combined operations in the history of warfare - Acta, 2 voll., t. i, Roma, Stato Maggiore
della Difesa - Ufficio Storico, 2013, pp. 57-97. i relatori erano la dottoressa Paola Briante, con
l’intervento dal titolo “L’archivio del Ministero della Guerra di Torino”, il colonnello antoni-
no Zarcone, “L’archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito”, il capitano
di vascello Francesco Loriga, “L’archivio Storico della Marina Militare”, il colonnello Vitto-
rio Cencini, “l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’aeronautica”, il tenente colonnello
Flavio Carbone, “L’Ufficio Storico dell’arma dei Carabinieri. Brevi cenni”, il professore Gio-
vanni Paoloni, “i seminari di archivistica militare presso il Dipartimento di Scienze Documen-
tarie, Linguistico-filologiche e Geografiche della “Sapienza – Università di Roma”: risultati e
spunti di riflessione”.
5 ivi, p. 94.
6 Jean-noël luc – Frédéric Médard, Histoire et Dictionnaire de la Gendarmerie – De la Maré-
chaussée à nos jours, Paris, éditions Jacob-Duvernet/Ministère de la Défense, 2013, alla voce « ar-
chives ».

