Page 220 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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220           Una foresta di carte. Materiali per Una gUida agli archivi dell’aMMinistrazione forestale

               Completavano il progetto i seguenti atti:
            –  il riassunto del piedilista: per disposizione ministeriale  doveva contenere
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            queste informazioni:
                  ogni pianta figuri per le due principali dimensioni, diametro ed altezza, per
                  essere in grado di riscontrare il calcolo della cubicità. Anche le spoglie, ra-
                  mi e cimali, delle piante devono essere brevemente descritte e stimate nel
                  piedilista medesimo a fianco dell’albero corrispondente. Inoltre converrà
                  spiegare il metodo seguito e le tabelle usate per la cubazione , e tutto il
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                  processo del calcolo relativo; le esperienze fatte riguardo ai cedui, al pro-
                  dotto in carbone, e tutto ciò che serve ad illustrare i dati esposti rispetto al
                  materiale utilizzabile, di cui vuolsi tentare la vendita.

            –  Successivamente, doveva essere redatto un secondo piedilista denominato
            di martellata che doveva indicare, per ogni lotto boschivo in cui era stata sud-
            divisa la foresta, le piante martellate destinate alla vendita; sempre per dispo-
            sizione ministeriale  si stabiliva che:
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                  Le piante in vendita sono tutte marchiate col martello  dell’Amministra-
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            64  «Bollettino ufficiale per l’Amministrazione forestale italiana», a cura del Ministero di agri-
               coltura, industria e commercio, anno X, volume IV, 31 marzo 1877, pp. 23-25.
            65  La dendrometria è la scienza che si occupa di determinare la massa legnosa contenuta
               nei singoli alberi abbattuti, in piedi e in interi complessi boscati. La cubatura è la tecni-
               ca dentrometrica con cui si calcola la quantità di legno contenuta negli alberi. Il calcolo
               si fonda sul considerare i fusti degli alberi simili a solidi geometrici di rivoluzione.
            66  «Bollettino ufficiale per l’Amministrazione forestale italiana», a cura del Ministero di agri-
               coltura, industria e commercio, anno XVIII, volume VI, 31 dicembre 1885, pp. 564-609.
            67  Il martello forestale era lo strumento con il quale veniva apposto il marchio governativo su tutte
               le piante destinate al taglio, costituendo così la prova che il taglio stesso era stato debitamente
               autorizzato. Nella sua forma classica il martello forestale ha da un’estremità una lama affilata
               a sezione cuneiforme per sfaccettare la pianta, dall’altra, detta testa, un punzone a sigillo (che
               nel corso degli anni a partire dal 1864 sino 1950 viene modificato in rapporto ai cambiamenti
               occorsi nei ruoli dell’Amministrazione forestale). Il sigillo veniva impresso colpendo il tronco
               dopo aver realizzato con l’accetta una specchiatura, una superficie piana libera dalla corteccia,
               al di sopra della quale si effettuava il taglio. Nel 1800 quasi tutte le amministrazioni forestali dei
               vari stati italiani avevano leggi e regolamenti che fissavano l’uso e le caratteristiche del martello
               forestale. Con l’Unità italiana l’Amministrazione forestale piemontese si pose il problema del-
               la unificazione, su tutto il territorio del Regno, delle caratteristiche dei martelli forestali impie-
               gati dalle varie amministrazioni. Il r.d. 21 gennaio 1864, n. 1688 ne fissava le caratteristiche e
               all’art. 1 si stabiliva che: «I martelli governativi a guisa d’accetta in uso nelle diverse Ammin-
               istrazioni forestali dello Stato e destinati secondo i casi al marchio delle piante da atterrarsi o
               conservarsi sono rinnovati e ridotti ad una forma sola e identica per tutto il Regno. I caratteri
               e le impronte dei medesimi nonché le loro dimensioni e qualità sono determinati e stabiliti nel
               qui annesso modello vidimato d’ordine nostro predetto ministro di Agricoltura industria e com-
               mercio». Da questo articolo si comprende che le piante marcate potevano essere non solo quelle
               destinate all’abbattimento ma anche quelle che si intendevano conservare. All’inizio del XIX
               secolo l’importanza di questa operazione era ormai ampiamente riconosciuta nel mondo fore-
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