Page 28 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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La notizia riportata  da  Aristotele, pertanto,  alla luce
             di  queste  recentissime  conoscenze,  non  solo  acquista
             piena credibilità ma diviene una preziosa testimonianza
             sull'esistenza  di  giacimenti  di  noduli  metallici  a  ridos-
             so della costa. Notizia che, confermata anche da diverse
             altre fonti  coeve,  diviene di  assoluta  attendibilità stori-
             co-mmerana.



             2.2. Raccolta delle perle

               Le donne sono per diversi aspetti favorite nelle attività
             subacquee laddove praticate, che richiedono ridotta forza
             muscolare e, per contro, grande agilità e grande resistenza
             al freddo. Hèkura è una piccola isola: "del Mare  del Giap-
             pone dove vive una piccola comunità di 'ama' (uomo-mare,
             donna-mare). Mentre gli uomini di questa comunità pescano
             con reti e peschereccz~ le donne si immergono nude fino a pro-
            fondità  di 20-25  metrz~ per raccogliere prelibati molluschz~
            /rutti di mare e alghe commestibili.  Nel1954 il viaggiatore,
             etnologo,  narratore  e fotografo  Fosco  Maraini si immerge-
             va,  assieme alle pescatrici di Awabi dell'isola di Hekura,  nel
             mare" .  Ma pescatrici  del  genere  operano  anche in  altre
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             località rivierasche giapponesi, dove però si immergevano
             soprattutto per raccogliere ostriche perlifere. Le pescatrici
             di perle giapponesi, le celebri Ama la cui attività ormai sta
             scomparendo, sono al riguardo emblematiche: ricavavano
             i proventi per vivere tuffandosi per strappare dagli scogli
             sul fondale gli abalone, o haliotis, un genere di molluschi
             gasteropodi  marini,  più  noti  come  aliotidi o  orecchie  di
             mare,  capaci di produrre le  perle.  Stando alla  tradizione
             giapponese questa pesca potrebbe risalire a due millenni
             or sono e le donne la praticarono sempre senza alcun equi-
             paggiamento.
               Gli anziani ritengono che le Ama possano essere solo
             donne grazie alla maggiore massa grassa rispetto all'uo-
             mo,  caratteristica  che le  consentiva  di  mantenere più  a
             lungo una temperatura corporea maggiore di quella ma-
             schile nelle medesime condizioni. Infatti la diversa strut-
             tura fisica  e fisiologica  dà alla donna degli indubbi van-
             taggi:  tanto per cominciare essendo minore la sua massa
             muscolare  consuma  meno  ossigeno,  producendo  meno


              La  citazione è  tratta  dalla  descrizione  dell'editore Leonardo  da
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             Vinci, del volume di F.  MARAINI, I:isola delle pescatrici, Roma 1961.
             In  questa  e nelle  prossime  pagine:  alcune  immagini delle  Ama,  le
             pescatrici di perle giapponesi divenute celebri per le loro straordinarie
             capacità di resistenza in apnea.




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