Page 50 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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tà estendersi sulla superficie, ma esso non tranquillò le Fino a pochi anni fa poi, questa tecnica è stata utiliz-
onde poiché in principio lo versai sulla parte del lago ri- zata dai pescatori calabresi per la cattura dei molluschi.
volta contra il vento, ove le onde erano assai grandz; ed In pratica, nebulizzando una piccola quantità di olio
il vento spinse l'olio verso la sponda. Mi portai dunque sull'acqua se ne copre una discreta superficie riuscendo
al lato opposto ove le onde cominciavano ad innalzarsi. così, sia pure per pochi istanti, a vedervi sotto quando
Un cucchiajo di olio che vi versai produsse immediata- il vento ed il sole lo impediscono esattamente come già
mente la quiete in un sito di più tese quadrate, e questa facevano gli urinatores romani. Al di là delle facili in-
gradatamente si estese fino alla sponda opposta, ed in terpretazioni quella strana tecnica per alcuni aspetti non
poco tempo vidz; che l'intera superficie di questo lago, convince. Chi, infatti, ha tentato di riesumarla la ricorda
della circonferenza di un mezzo iugero, si appianò come in maniera sgradevole: "con la bocca piena di olio prima
un lago gelato. di immergersi è ovvio si debba respirare dal naso, con la
Pare, che l'olio per mezzo della sua tenacità [per esat- conseguente impossibilità a ventilare bene e riduzione del
tezza della sua tensione superficiale] e della proprietà tempo di immersione; riempiendo a metà la bocca si può
d' estendersz; impedisca al vento di rompere la superfi- ventilare entro certi limiti ma si inghiotte molto olio e ciò
cie dell'acqua, finché esso non soffia con veemenza: l'o- non è simpatico, quando poi si mette l'olio sott' acqua, a
lio cedendo all'impulso del vento, e dilatandosi sull'ac- qualsiasi profondità, si espelle anche una certa quantità
qua rompe la di lui forza, l'impressione che riceve l'olio d'aria a scapito dell'apnea e l'olio liberato, a causa del pro-
si comunica in modo eguale ad una grande estensione prio peso specifico ritorna immediatamente in superficie
d'acqua, la quale in conseguenza non solamente si muo- senza minimamente interferire sulla visibilità; una piccola
ve più lentamente, ma ben anche in modo uni/orme, e quantità, a seconda della posizione della testa, entra nel
tutta in una volta. In tali circostanze il vento non può naso e si appiccica ai peli del volto." 13
produrre le prime oscillazioni e scosse, non può rompere
le colonne d'acqua isolate, non può comprimere quelle
Ho n or o/ Dutch Seamen, Physics Today 59-1, 2005.
ed aumentare queste: vi nascono solamente flutti grandz; 13 E. RrcCARDl, Urinatores, in II Convegno Internazionale di ar-
e l'innalzamento delle piccole onde sulle maggiori viene cheologia subacquea del Mediterraneo. Favignana 29 maggio 1985
in tal modo impedito. L'olio opera nell'istesso tempo sul- Trapani 1985.
la stessa colonna d'acqua, e la tiene in equilibrio come
due legni incrociati posti sul latte o come una corona di In basso: un'illustrazione tratta dal saggio di Frans van Lelyveld, ri-
paglia messa sull'acqua che portasi in un secchia aper- guardante gli e/letti dell'olio sul mare mosso.
to. Per mezzo dell'olio dunque è impedita l'oscillazione
dell'acqua e il gonfiamento
delle onde, per lo che risulta
poi una superficie spianata. 11
Venendo ad epoche a noi
più vicine, l'espediente di
gettare olio sul mare per at-
tenuarne il moto ondoso fu
oggetto di studio alla fine del
'700, ritrovandosi in alcune
lettere di Benjamin Franklin
un'analisi molto attenta degli
scritti di Frans van Lelyveld,
coevo studioso olandese 12 •
11 Da E. KANT, Geografia Fisica,
Milano 1807, vol. I, p .205.
12 J. MERTENS, Ozl o n Troubled
Waters: Benjamin Franklin and the
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