Page 162 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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ché le artiglierie andranno via via godendo di maggiore resistenza, mobilità, preci·
sione fino a consentire un loro impiego campale. Carlo VIU disponeva a Fornovo,
nell495, di ben 42 pezzi di grosso calibro, dei quali 1.4 del peso di 2137 kg, rrai·
nati ognuno da 24 cavalli; essi non gli daranno la vinoria, ma gli. consentiranno
di aprirsi il passo e som;arsi ad una probabile sconfina. Un maggior impiego di
artiglieria campale si avrà già pochi anni dopo nelle battaglie di Ravenna (1512)
e di Pavia (1525); esso diventerà di uso sempre più frequeme dopo il 1520, con
la riduzione e la standardizzazione dei calibri. Nel complesso, però, l'evoluzione
delle actiglierie è piucrosto !enea; esse rimangono a luogo uno strumenro utile so·
pranuno negli assedi, di grande costo e difficili movimento ed impiego. Il Machia·
velli, nel suo Dell'Arte della Gt1erra dell521, ne sonolineerà gli scarsi risultati nelle
battaglie campali.
Contemporanee, ed anzi più rapide, sono l'evoluzione c la diffusione delle ar·
mi da fuoco portatili. Per lungo tempo archi e balestre consentiranno ancora mag·
giore sicurezza e rapidità di funzionamento l"ispetto agli "scoppietti'" e poi agli
archibugi (prima a miccia, poi a ruoca, ed infme a "focile", cioè a piastra ed accia·
cino), ai moschetti ed alle pistole. Ma, insieme ai cannoni, queste armi si affianche·
ranno prima alle altre e finiranno per affermarsi, sopunutto come mezzo per
sconvolgere il primo schieramento avversario e, quindi, per imporre la fine dei
grossi "battaglioni" che avevano fatto la forru.na di picchied svizzeri ed alaba~die·
ci tedeschi . .(\rcraverso un loro aJJeggerimemo, nelle pistole, esse armeranno cavai·
lerie leggere ed introdurranno il "caracollo" in luogo della "carica" .
A ma·no a mano esse provocheranno l'abbandono delle pesanri armarure.
Anche se la forma1.ione dei combattenti va facendosi relativamente più facile. il
cosm del manteni.mento di grossi eserciti diviene sempre maggiore e può essere af·
frontaco solo da entità politiche rileva uri. Inoltre, se minori s.ono le esigenze di ad·
destramento dei singoli, maggiori sono quelle di formazione e di impiego degli
eserciti.
Infarti, in relazione ai differenti armamenti si ha anche lo sviluppo di diversi
ripi di unità di fanteria, cavalleria, artiglieria, genio. Essi, oltre a comportare eser·
citi di maggiori dimensioni e permettere ordinamenti assai vari, consentono for·
mazioni diverse e variabiJl nella consistenza, nella fronte ed in profondità, nonché
nei modi e nei tempi di intervento. In breve, alle battaglie di conuapposte cavalle·
rie, che si risolvevano in combattimenti confusi e scomci individuali, succedono
vere e proprie manovre, secondo disposizioni dare in precedenza od ordjni dad
"sul tamburo" nel corso del combattimento. Nasce cioè la " tattica" intesa nel sen·
so moderno; ai giochi di guerra succedono le grosse barragli~; ai "condottieri" se·
guono i grandi "Capi.cani."; il rapido succedersi dj nuove esperienze porta al loro
esame approfondito ed a!Ja ricerca di nuove procedure d'azione in scudi e crarrari
d.i ane militare.
La cornplessirà dell'imp.iego delle nuove armi e delle unità, e la condotta di
operazioni in aree lontane segnano anche la fine delle milizie contadine al seguico

