Page 164 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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              lo questo quadro di limitazione degli obiettivi della guerra,la stra regia milita·
          re nelle successive campagne tende alla conquista del maggiore centro dell'area contesa
          con  un a.ssedio o, meglio,  dopo una singola barraglia  risolutiva.
              lnfani, menrre i "Condorrieri"  imendono risparmiare le  loro  forze, i grandi
          "Capitani" , con il ricorso all'impiego onimale di turri i loro uomini ed i loro mez-
          zi, puntano a conseguire successi decisivi  in grosse barraglie. Ne ricordiamo solo
          alcune in  rapida successione: queUa di  Fornovo  nel 1495; quelle di Cerignola e
          Garigliano nel  1503, Agnadello (1505), Ravenna (1512), Macignano (1515),  Pa·
          via (1525), San Quiotino (1557)1)).
              (n questo periodo turri gli asperri della milizia, da quello dei mareriali a quelli
          dell'impiego, divengono a.rgomento di srudio, in rrarraci di più o meno largo ime-
          resse,  che ttovano diffusione per il  contemporaneo sviluppo della stampa,  come
          del resro è restimoniaro dalle numerose pubblicazioni del tempo conservare nella
          Biblìoreca Milirare Cenrrale dell'Esercito. Si trarra di opere spesso di scarso valore
          scientifico e  leneruio; occorrerà arrendere gli  scrirri d i Raimondo Montecuccoli.
          (1609·1680) per disporre di opere vcrameme significative sul  piano della  forma·
          zione degli eserciti e su quello del loro impiego. Ma esse testimoniano una vivace
          e diffusa attenzione per un approfondimento del rapido succedersi di nuove espe·
          riem.e  belliche in  questo tempo e degli  amrnaescramenti che  ne  potevano trarsi,
          nonché dell'interesse nd una loro diffusione. In mareria ricordiamo i trattati di arce
          militare del Duca d'Ascoli ( L477) e di Diomede Carafa. (1488): quello- che ebbe
          una grande diffusione - di Roberto Valturio (1413· 1483) dal titolo Dt rt militari;
          le  memorie di  Paolo Giovio (1483·1552),  ecc. <6>.
              Parcicolnrmeme notevoli sono cune le opere relative !U.le ani forrifìcatorie cd
          ossidionali m. Ricordiamo: i disegni dì Alberto Dìihrer (1447-1528) e di leonar·
          do da Vinci (1452-1519); i  progetti e le opere di Giorgio  Mattini  (1439·1528),
          del  Bramante (1483-1546), di Michele Sanmichelì (1485·1559). dei Savorgnano
          (Girolamo, Mario e Ckrmanico, assai arrivi in tutto il  1500). Non deve me(aviglia-
          re il rilievo assumo dagli ingegneri e dagli architecri italiani (Sl chiamati ad opprc·
          StlHC le difese delle cirrà e delle piazzeforci del noscro Paese invesriro dalle lon:e di
          predominio era Francia  e Spagna. Nel serrore del  perfezionamenro  della  recnica
          ossidionale c.itiamo le artivicà di  Prospero Colonna (1452-1523) e dello spagnolo
          Pedro Navarro (1446-l 528), nonché gli scritti di Carlo Tetri (1529·1589) c di altri.
              Nel serrare della costruzione delle artiglierie ricordiamo Giovan Battista della
          Valle (1470-1550), menm: in quello dell'evoluzione e della costruzione delle armi
          e delle :umarure il primato dclle produzioni è delle fonderie milanesi.  bresc.iane
          c veneziane.  Numerosi,  naturalmente, sono i capitani, gli  autori e gli  armaiuoli
          icalianj -del paese cioè in  cui si combanono le grandi battaglie -  i quali. certa·
          meme,  non sono la  causa della  cosiddetta  crisi  militare italiana (9>.
              Ci pare di aver d imostrato ad abunda11liam come l'impresa di Colombo abbia
          coinciso con una grossa evoluz.ione nella condotta delle operazioni mi[jrari e come,
          anche sorro questo aspetto, essa possa essere considerata l'inizio dell'"Era Moderna".
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