Page 163 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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dci feudacari cavalieri o di quelle cittadine. Seppure il Machiavelli sostenesse un mag-
gior grado di partecipazione alla lotta e di solidità di queste ultime e, appellandosi
alle esperienze romane, precorresse in ceno qual modo lo sviluppo degli eserciti na-
zionali, le condizioni del rempo parrano - come si è detto - alla cosciruzione di
eserciti profess.ionali più o meno permanenti. Anche se l'aristocrazia fornisce ancora
buona parre dei Quadri, questi risultano preparati sempre più da lunghi tempi di
apprendistato e di servizio, fornendo aJ6ne - appunco - grosse figure di Capitani.
Citiamo, fra gli altri: Gian Giacomo Trivulzio (144 1-1548); Bartolomeo d'Alviano
(1455-1515); Prospero Colonna (1449- 1523); i numerosi Gonzaga: Gianfrancesco,
comandante delle forze coaliu.are contto Carlo VIU nella battaglia di Fornovo (1495),
Cesare (1476-1521), Ferrame (1506-1557); Gonsalvo de Cordoba (1453-1515); Gn-
ston de Foix (1489-1512); Emanuele FilibertO (l520-158Q)Ol.
l'aumento delle armate e la complessità delle esigenze significano, oltre agli
aumenti dei costi, anche l'emergen1.a di problemi di alimentazione, di movimento,
di trasporto nelle precarie condizioni delle vie di comunicazione del tempo. Emer-
ge così il problema logistico che obbliga a conrenece la ducata delle campagne; a
dare organizzazione ai movimenti ed alle sosce, discribuiri su zone sufficientemente
vaste; a raggruppare le forze in t.empi e luoghi opportuni per il comba.ccimcnco.
l 'autonomia logistica è anche quella che spesso segna il H mire della rcsiscen:ea
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delle piazzeforti od il termine degli assedi t l, come avvenne a Massimiliano l, che
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il l otrobre 1509 doveva abbandona re l'assedio di Padova validamcncc difesa da
lavori forcifìcatori e dal valore dei difensori. Essa era anche il motivo di mosse av-
vcntate, come il movimeoco di una colonna francese di soccorso alla piazza di Mecz:
movimenco che offriva la possibilità ad Emanuele Filiberto di invcsicre la colonna
sul fianco destro nella battaglia di San Quintino ed ottenere un grosso successo
e poi la resa della piaz:ta (15 57); oppure spingeva allo sconrro decisivo come -
ad esempio- avvenne a Ravenna nel 1512.
lo verità, sul piano della logistica abbiamo scarse notiz.ie, ma dobbiamo rice-
nere che essa dovesse presentare particolari problemi di comando c di organizza-
zione, impegnando uomini e risorse.
Sul pil!nO politico-scracegico il peso economico e logistico delle imprese miJj.
cari divienr così gravoso da imporre grosse soste: sicché le guerre sono condotte
- come si è deuo - sold nella buona scagione, mentre le soste ed il variare delle
coalizioni di volta io volta costicuite neJJa lotta pet la supremazia io Europa non
consentono di porcare il vinc.irore fmo al cuore dello Stato avversario. Le campa-
gne e le guerre finiscono con l'occupazione di province più o meno estese e con
l'affermarsi del predominio in specifiche aree di influenza. l e guerre tendono, quindi,
a succedeni dopo brevi iocervalli fmo a che francia ed Impero non accettano una
definizione delle rispettive zone di predominio, che reggerà per qualche cempo (Pace
di Caceau Cambrésis).

