Page 301 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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       studiosi e cenaci  assertori delle loro idee,  non avevano voluto -accerrare di essere
       sopraffarri dall'mabliJhment militare di allora, naruralmeme costiruico da soldati di
        terra e marinai che mal sopportavano di veder soppiantare alcune delle loro prero·
       garive dalla  nuova forza  armata  che si  andava rapidamente affermando.
           !ynbedue  però non si  srancarono mai di  esprimere il loro  pensiero, dando
        vira  e  linfa  a  quelle doruine strategiche che dimostrarono la  loro  piena validità
        nella  seconda guerra  mondiale, malgrado i  diversi ambienti  nei quali le dottrine
       erano maturare ed i  r<.'lltri operativi  per  i quali esse erano  state concepite.
           Come prima reazione popolareaU'Aeronaurica, si può cirare la u:avenaca ae·
        rea  della  Manica da parte di Luigi Bleriot nc:l  luglio  1909, che scosse l'opinione
       pubblica inglese provocando cririche al Governo per la sua indifferenza verso l'a·
       viazione militare:  la  G,.an  Bretag"'t no11  si se111i1111  più  un'isola.
           Anche in Germania, nel  1913, esistevano già 20 fabbriche di dirigibili, men·
       cee l'Esercito italiano aveva usato bombe del peso di 2 kg per un bombardamento,
       con lanci manuali, duraoce la guerl'll  iralo-rurca  nel  1911-12, provocando vivissi-
        me  reazioni della  stampa  nei  vari  Paesi, da  parre di  redanori e  inviati speciali;
        ma sempre come cronaca. Nessuno aveva espresso ìdee sull'impiego del mezzo ae·
        reo. Solo l'allora maggiore di arriglieria Giulio Douhet. nei suoi scritti e confecen·
       ze, cominciò a  parlare di aviazione e nel  19 10 scrisse il  primo  articolo "Problemi
       dell'aeronavigazione" facendo  riferimento per lo prima volta al concetto di  " Do·
       minio dell'aria".  Così, come  si  era  considerato  il concetto di dominio del  mare
       quello esercitato sulla  suped ìce liquida, "doveva ora considerarsi un terzo campo
       di  baccaglia, distimo e  definito,  nel  quale si  combatterà  io coordina:tione con  la
       lotta negli altri due cnmpi, terrestre e navale, e per il quale ci sarebbe stata la neces·
       sità di creare una terza forza  armat;~", Egli sosteneva  che Esercito e Marina  non
       avrebbero dovuto considerare il mezzo aereo uno strumento ausiliario, utile in par·
       ticolari circosmnze,  bensì  un  più giovane fratello,  e non  meno imporrante, della
        famiglia combaneme. La sua campagna riuscì ad ottenere, dopo infinite peripezie,
       che fosse data vira ad un nuovo ordinamento che prevedeva un baccaglione servizi
       aeronautici  presso la  D.G. Artiglieria. Questa unità partecipò alle manovre esrive
       del  1912, alle quali assisteva  una  missione militare USA. Questo, e  l'esperienza.
       della guerra  di Libia, indussero le autorità  mi)jcari a  studiare un'organizzazione
        per l'aviazione che foise adeguata alle esigenze scarucire dall"impiego reale dei mezzi
       aerei e idonea ad assolverne  i compiti. L'incarico fu conferiro a  Douhec che nello
        srudio distinse fino da allora i tre orientamenti dottrinali d 1e erano emersi dall'im·
        piego pratico del mezzo aereo: ricognitore, integra core delle operazioni di terra con
        offese dall'alto ed  infine  mezzo  capace di  conquistare  il "dominio dell'aria".
           Compare per la prima volra anche il concerro del velivolo che lui chiamò "veli·
       volo da baru1glia ". defìnendo le caratreJ:istiche dei mezzi idonei  per le rre missioni da
        lui preconizzare (ricognizione, bombardamento, combanimenro aereo) ma restando
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