Page 305 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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si rìrrovanQ invece anche nel Mirchell che affermava: "nessuna decisione può essere
presa a terra prima che una decisione sia presa nel cielo".
Altro principio comune ai due: "la diJesa aerea è fatta di offesa aerea; per
difendere bisogna ofJendere più fortemente; occorre un'armata aerea capace di im-
padronirsi e di conservare il dominio dell'aria",
Mitchell, come Douhet, non ammerreva che esistessero sistemi efficaci di difesa
antiae::rca; bombardare i centri virali del nemico poreva garaorire il proprio Paese
da incursioni e danni peggiori. La differenza fra i due sra nel farco che menae il
generale americano elencava gli obiettivi del bombardamenro srraregico sulla base
dei piani operativi che egli, dal Comando dell 'Air Service, redigeva di volta in volra,
Douhet definiva genericamente tale potenziale lista di obiettivi senza specifìcarnc
la natura.
Allo stesso modo divergeva il criterio douherriano sulla rempesrività dell'ar-
racco che doveva "ar.recare il massicmo danno. iJ più rapidameore possibile", farro-
re mai preso in considerazione da Micchell. Ma il principale elemento di
differenziazione fra i due uomini, ricengo risieda nel farro che menrre iJ MircheJJ
non si allontanò mai da uno schema srracegico in cui dominava l'approccio duen-
sivo (tentò sempre di spiegare c convincere i suoi connazionali suJ pericolo della
guerra fmura della quale gli Srati Unici sarebbero St3[i prOtagonisti o vini me, con-
tro o in difesa dal Giappone), il Douhec affermava che la guerra futura, rerribile
ed atroce ... non avrebbe avuto né mezze sconfitte né mezze virrorie ma sconfitte
c virtoric definitive "proprio i.n virrù della forza offtmiva che riuscirà ad orrenere
il predominio".
In definitiva, la differenza di fondo fra i due generali che traspare da una let·
tura ancora dei loro scrirri si può così sinrerizzare: Douhec studiò ed espose una
vera domina di guerra con i suoi principi fissi c immutabili nel tempo, con un'e·
sposizione organica e logica che le hanno peimesso di trasformarsi in filosofia del-
la guerra avendo oncnuro fino dal 1923 l'indipendenza dell'Aeronautica; Mitchell
si può definire uno srratega inruitivo e lungimirante delle sorti polit:iche e del destino
milirare del suo Paese. Perciò egli non fu canto un teorico deJJ'impiego bellico del-
l'arma aerea quanto un eccezionale saacega polirico e militare che privilegiò l'uso del-
l'aviazione, di cui comprese, fin dall'inizio, le potenzialità belliche e la necessità di ren-
dcrla indipendente, senza tuttavia riuscirvi nel corso della sua movimentata carriera.
Pertanto non si può parlare di una doruina douhettiana che arrraversò l'A·
danrico bensì di due modi -uno filosofico ed uno operativo - di affrontare lo
stesso problema da parre di due uomini, unici in una comune intuizione. Appare
logico e naturale pensare che le teorie del primo abbiano influenzato le strategie
di lrop.iego elaborate dal secondo.
11 2 agosto 1990 l'invasione irachena del Kuwair diede il via al prime grande
conl1irro dell'era post-guerra fredda.

