Page 570 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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essere a carico degli Stari e, come prescrin:o dalla Costituzione, doveva essere ado·
perata solo come risorsa estrema.
Non sfuggiva ad Upton che tali proposte gli avrebbero ci raro addosso l'accusa
di desiderare un Governo forre e cenualizxaco di lipo europeo. lo piena sinronia
con la sua don:rina, l'Autore non rinnega questa predilezione per le istituzioni for-
ti, anzi fa di queste le massime garanti delle libertà costituzionali.
Maggiore risonanza internazionale ebbero le teorie del Cape. Ma han sul pote-
re marin:imo. L'ampiezza del tema e soprattutto il caglio imposto agli scudi affran-
carono quesci ulcimi daUa situazione condngenre americana per imporli come regole
generali della prassi polirica.
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Pubblicata nel 1890 la p rima parte della sua opera principale U >, J' Aurore
si proponeva di indagare sugli effetti del potere mari etimo sopra il corso della sco-
ria e la prosperità delle nazioni 01)_ Mahan però non si era lirnimco ad enunciare
i risultati di una ricerca srorica, fece molro di più; egli infatd teorizzò lo scesso
principio di Jea powtr {parola da lui stesso inventata).
Il Comandante fu particolarmente sensibile ai problemi geopolitici e incarnò,
come nessun altro, il travaglio esistente all'interno del dibattito americano sulla
politica escera.
Sostanzialmente anci espansionista, scenico nei confronti delle doarine raz-
ziali allora in voga, Mahan era però consapevole della fine dell""epoca d'oro" del-
l'isolazionismo americano. Proprio negli anni in cui il commercio statunitense con
l'estero era soffocato dai dazi proreZcioniscici ed il grande capitale era interessato
quasi esclusivamente al mercato interno, anche se sopravvivevano voci isolare co-
me quella di Mc Colloch secondo il quale agli Stati Unici erano necessari '"non dazi
protezionistici ma mercati" <32l, l'Aurore anticipò di oltre dieci anni le due note
del segretario di Stato Hay m>. li termine sta powu nell'accezione di Mahan signi-
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ficava sia il dominio del mare attraverso la supedorirà na\•ale 0 >, sia le sinergie
che possono essere creare dal commercio mar:ittimo, dai domini d'olcre mare e dal-
l'accesso privilegiare ad altri mercati <m.
La geopolitica di Maban è squisitamente mercanriliscica camo che egli indivi-
dua neUa difesa del commercio con l'estero, visco come parte integrante dell'econo-
mia nazionale, e nella dhtruzione di quello nemico gli scopi finali della Marina. "La
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cessazione del commercio'", scrisse il Capitano nel 1899, '"cosrringe alla pace"C3 >.
L'importanza della Marina - nella reoria dell' Auto.re- è tale da farla assur-
g~re da strumento militare puro a srrumento politico, o come si dirà in ttà nude·a·
re a strumenro di "deterrenza··. Quesro particolare cuoio era dovuto al fatto che,
pur essendo meno simbolica di intenti aggressivi, la Marina poteva far sentire il
suo peso anche là dove le altre armi non potevano arrivare.
Un rale prezioso strumento di suasione politica è gravaro, però, da una sua
inuinseca fragilità, proprio quando non è in zona d'operazioni ma è in porto, quando
cioè non può sfruttare io pieno le sue capacità belliche. Si rivelao_o perciò indi-

