Page 569 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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Tl!OIU! GEOVOLJTICHE  ~ PENSIERO  MILITARJl              535

       base volontaria e  rinuncia ad una strategia polirìco-mìlirare d'ampio respiro,  nel-
       l'illusione che  la  lontananza geografica dalle  principali  potenze avrebbe reso  Ìm·
       munì  i  confini da ogni  possibile  invasione.
           Partendo da questa posizione Upcon non può ovviamente non giudicare inso·
       stenibile  l'assunto tradizionale staruniccnse,  difeso ancora nel  1895 da  Fiske,  per
       il quale  un esercito professionale. che nessuno poreva dubitare essere più efficìen·
       ce, era una minaccia per le  isciruzioni repubblicane. Come fervence  patriota e  di-
       fensore della Costituzione il Nosuo sorrollnea, non senza un accenno di polemica,
       che in un regime democratico ormai consolidaw l'incero corpo militare, a  partire
       dagli ufficiali di maggior grado, viene educato al rispetto dei  principi isciruzionali
       e viene scelto dai rappresentanti del popolo e da ogni classe sociale. Quale migliore
       garanzia per la rutela della Coscicuziooe stessa? Erano piuccosro gli organismi poli-
       dd ad apparire spesso lacitanci di fronre alle loro responsabilità. "In tempo di guer-
       ra", scrive Upton, "ranco i civili quanro i milìrarì sono responsabili delle sconfitte
       e dei disastri. Le  barraglie non si  perdono soltanto sul  campo. Si  perdono anche
       sorro la cupola del Campidoglio, sì possono perdere nella sede del Gabinerro. negli
       uffici  del Segretario  deUa  Guerr_a" C2 8 >.
           Il punto ceocrale della reorìca di U pton sta nella consapevolezza delle defìcien·
       ze del sistema  milìcare americano e nella necessità di un cambiamento. Quesre pro·
       blemariche possono sembrare esrranee al pensiero geopolitico, ma quesca discrepanza
       dal rema originario è solo appareme. È vero che l'idea della riforma  militare riguar·
       da la reoria delle isrìruzionì e  non la geopolitica, ma è fuori di dubbio che la spinea
       morrìcc per la riforma militare pane da un muraro assetto geopolitico. Le cause del-
       la debolezza militare amedcana, per l'Aurore, risiedono principalmente nell'impie·
       go di  una milizia  indisciplinata comandata  da un  corpo  ufficiali  impreparato,  nel
       rìfìuro della combinazione degli a.rruolamemi volontari con la coscrizione, nell'ine·
       vicabile interferenza degli Stati nelle questioni milirari, nel mancare apprezzamento
       della formazione militare e nella mancata dìscrjbuzione di ufficiali addesrrati, dovu·
       ta all'assenza di scuole  di  istruzione superiore che abbiano come finalità la forma-
       zione di un corpo  ufficiali  nello srudio dell'arre della guerra, e, fast but11otleast.  nel-
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       l'assunzione del comando da  parre  del Segretario alla  Guerra < 9l.
           l  rimedi proposti da Upron oggi non sorprendono, possono anzi apparire sco n·
       rari, ma negli anni  '80 del XIX secolo  erano consideraci  rivoluzionari,  camo che
       solo molco  più cardi,  con la  riforma  Roor prima, e  con l'intervento  nella  prima
       guerra mondiale poi,  vennero adottaci.
           D'aJrronde lo stesso Aurore non si illudeva che il suo lavoro paresse produrre
       efferri  positivi  prima di dieci o  vent'anni dalla  realizzazione del  Lavoro stesso. Se·
       condo il sistema creato da Upcon,  all'interno di  un esercito regolare in tempo di
       pace le unità avrebbero dovuro organizzarsi sulla base di un principio di sviluppo
       espansivo e in proporzione alla popolazione. L'isciruzione dd voloncariaro soprav·
       viveva,  ma i  volontari dovevano essere arruolaci  e organizzati  dal Governo,  an·
       ch'essi sulla base di  un p rincipio  di sviluppo espansivo_ La mjJjzia doveva iovece
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