Page 102 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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L’antichità, infatti, non: “ha conosciuto la diffusione siste-  Ben diversa, invece, la sua sorte di scrittore, trattandosi, que-
               matica dei documenti scritti, ma tutti coloro che furono famosi   sta sì, di un caso unico, assolutamente eccezionale. A differen-
               per il loro sapere fecero lunghi viaggi. Pare che Talete impor-  za di qualsiasi altra opera, indipendentemente dalla rinomanza
               tasse in Grecia dall’Egitto i fondamenti della vera geometria,   dell’autore, l’immenso compendio naturalistico di Plinio, distri-
               che sembra avesse imparato dai sacerdoti egiziani. Quest’e-  buito in 37 libri, ci è giunto non solo intatto ma anche in più
               sempio dimostra che il contatto tra i popoli era una condizione   copie, distinte in vari codici. In particolare da: “qualunque punto
               essenziale dello sviluppo delle conoscenze... Anche Pitagora...   di vista la si esamini, la poderosa enciclopedia delle scienze naturali
               [avrebbe] raggiunto le rive del Gange... Platone viaggiò in   scritta da Plinio il Vecchio... è una delle opere più straordinarie che
               Egitto e si recò in Italia... Aristotele accompagnò Alessandro   ci siano pervenute dall’antichità... i trentasette libri della sua Storia
               in molte sue spedizioni e percorse tutto il mondo antico” . Di-  naturale ci sono pervenuti integralmente, insieme ad alcune delle
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               viene perciò estremamente logico, persino funzionale, in un   numerose riduzioni” . In nessun momento, dalla sua morte ad
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               contesto del genere dove gli eruditi prima ancora di divenire   oggi, quale che fosse il contesto storico vigente, se ne perse mai
               tali furono sempre dei grandi viaggiatori, ritrovare un eru-  la esatta e completa disponibilità. La sua Naturalis Historia, un
               dito quale Plinio a capo della componente militare mobile   po’ come il Pantheon, non solo non conobbe mai l’abbandono,
               per antonomasia!                                        la devastazione, la mutilazione o la trasformazione, ma restò sem-
                                                                       pre integra, immutata in ogni suo dettaglio e persino nello scopo!
               2   Da M. DauMaS, Storia della scienza, Bari 1969, p. 45.ù
               In alto: antica mappa del mondo basata sul modello di Tolomeo.  3   Da W. H. StaHl, La scienza..., cit., p. 135.





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