Page 103 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
P. 103

Secolo dopo secolo, ogni generazione di studiosi ha perce-
               pito quell’opera come appena scritta. trasformandola in una
               sorta di vangelo della natura, di summa scientifica, di archivio
               delle anomalie planetarie. E, fenomeno singolare, senza alcuna
               riserva della Chiesa! Del resto ancora oggi, continua ad essere
               un imprescindibile riferimento per scandagliare le conoscenze
               culturali in età classica, un livello nozionistico che non si può
               ignorare, esatto od errato che sia. Dal che un personaggio re-
               putato di volta in volta scienziato, geografo, fisico, ma anche
               metafisico, filosofo e letterato nonché, sebbene accidental-
               mente e marginalmente, quasi per evidenziare i meriti di stu-
               dioso-lavoratore, comandante in capo della flotta di Miseno.
                 Relativamente alle indicazioni biografiche di Plinio tutte
               le fonti possono ridursi a due tipologie. Da un lato la sua
               stessa opera principale, dall’altro alcune notizie ricavabili
               dalle epistole del nipote, e dai frammenti della biografia di
               Svetonio, inclusa nella sezione De historicis del De viribus il-
               lustribus. In entrambi i casi si tratta di riferimenti non siste-
               matici, per un verso o per l’altro, apologetici e comunque
               eccessivamente frammentati per fornirci una dettagliata e
               credibile sequenza umana. Ad ogni buon conto in base alle
               suddette notizie emerge, innanzitutto, la non disprezzabile
               carriera di un cavaliere traspadano, dipanatasi per lunghi
               anni nell’esercito e nell’amministrazione imperiale. Presta-
               zione che rapportata alla durata della sua vita ne copre qua-
               si un terzo, intervallo fin troppo ampio per non aver lasciato
               un’irreversibile impronta nel suo modus vivendi. In defini-
               tiva, come già evidenziato, Plinio fu soprattutto un militare
               romano, con i relativi limiti e pregi. Anomala, se mai, l’entità
               della sua curiosità supportata, e forse amplificata, da una vi-
               sione filosofica dell’universo, peraltro all’epoca abbastanza
               diffusa presso l’alta borghesia. A questa basilare formazione   Sopra: pagina di un codice medievale illustrato della Historia Naturalis.
               si devono ricondurre il suo senso del dovere, spinto fino
               all’estremo limite, la lineare logica operativa, la prontezza   Come tutti i rampolli della buona borghesia, la sua gio-
               decisionale e l’autorità per mantenerla in qualsiasi contesto.   vinezza si dipanò in ambito militare, nella fattispecie nella
               In termini moderni si parlerebbe di attitudine al comando e   militia equestris. In base alle notizie disponibili fu destina-
               di sperimentata idoneità psico-fisica ad esercitarlo anche ai   to a reparti di cavalleria di stanza in Germania, dove restò
               massimi livelli nei momenti più critici.                per un periodo di ben 12 anni, intervallato da alquante
                 In dettaglio Gaio Plinio Cecilio Secondo nacque a Como   pause, tra il 46 ed il 58. Fonti più accurate lo indicano
               verosimilmente il 23 o, al massimo, il 24 d.C. da agiata fa-  dapprima presso la Germania Inferiore, non lontano dalle
               miglia equestre. Stando al nipote, i Plinii ebbero un for-  cosiddette Bocche del Reno, poi in quella Superiore, agli
               tissimo attaccamento alla località, tant’é che lui stesso vi   ordini di Pomponio Secondo. L’alto ufficiale, ulteriore
               possedette due ville, che denominò l’una Comoedia per la   rappresentante della tipologia innanzi delineata di militare
               sua collocazione felice sulla baia di Diana a Lenno e l’altra   di carriera e di scrittore, più che un insigne letterato spic-
               Tragedia, per il sito tetro all’estremità del promontorio di   cava come un erudito tragediografo, connotazioni e qua-
               Bellagio. Queste costruzioni, di cui si rinvengono resti ar-  lifiche per nulla frequenti negli accampamenti germanici.
               chitettonici ed epigrafici indiscutibili, lasciano propendere   Ovvio, pertanto, supporne un sensibile fascino intellettua-
               per altre loro residenze più antiche nei paraggi, in una delle   le sul giovane subordinato e forse la materializzazione di
               quali dovette trascorrere i suoi primi anni Plinio il Vecchio.  un modello da imitare.




                                                                         parte terza - l’ammiraglio gaio plinio cecilio secondo           1 0 1
   98   99   100   101   102   103   104   105   106   107   108