Page 106 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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di conseguenze, ideali per passare il tempo ma non per pas-
               sare alla storia! Segue ancora un altro trattato di otto libri,
               Dubius sermo, nel quale continua a destreggiarsi nei meandri
               della lingua e del suo corretto impiego da parte degli orato-
               ri, ulteriore esempio d’impegno intellettuale del tutto avulso
               dall’impegno politico. Considerando, comunque, che gli ul-
               timi anni dell’impero di Nerone furono anche i più tragici
               e sanguinari, senza distinzioni e senza immunità per nessu-
               no, esporsi inutilmente significava, con buona probabilità,
               rimetterci la vita. Ed é proprio il nipote, Plinio il Giovane, a
               non farne mistero nelle sue lettere precisando che l’avvento
               degli interessi: “letterari ed eruditi nello zio è collegato… con
               l’atmosfera tesa e pericolosa degli ultimi anni di Nerone; è fa-
               cile pensare che anche la storiografia risultasse in quel periodo,
               un rifugio poco neutrale ed esposto a sospetti” . Rischi che cre-
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               scevano esponenzialmente con la rinomanza dell’autore e di
               cui, sebbene non disponiamo di riscontri certi dell’avversità
               di Plinio nei confronti di Nerone, si scorgono inequivocabili
               tracce proprio nella Naturalis Historia.

               Il rientro sotto Vespasiano


                 Con la tragica morte del disprezzato imperatore, la vita po-
               litica romana sembra riesplodere prepotentemente in ogni set-  con quest’ultimo, la scelta di un militare di carriera equestre
               tore. Innumerevoli emarginati, sopravvissuti fortunosamente   veniva anche a corrispondere a una presa di posizione nella
               alle eliminazioni sommarie, potettero risorgere dalla loro pro-  vecchia lotta degli ambienti provinciali d’Oriente per accresce-
               lungata morte civile. Tra loro forse lo stesso Plinio che, non   re la loro effettiva partecipazione al potere esecutivo.
               a caso, tornò subito alla sua carriera equestre, abbandonata   In ogni modo l’avvento di Vespasiano era un fatto rivolu-
               da quasi un ventennio. Tuttavia, non essendo più abbastanza   zionario, il più sostanziale fatto rivoluzionario avvenuto nel-
               giovane per il gravoso incarico, appare verosimile che il ce-  la storia di Roma da molto tempo, e quindi occorreva dare
               lebre studioso, favorito in qualche modo da Vespasiano, agli   la prova che si sarebbe restaurato l’ordine e la sicurezza nel
               scomodi castra abbia preferito il cursus procurationes, ovvero   governo e si sarebbe fondata la legalità e il prestigio del nuo-
               la prestigiosa attività di procuratore.                 vo principato sulla legalità e il prestigio dello stato stesso...
                 Una serie di concomitanze, infatti, lasciano supporre che   La concomitanza di un’energica azione per la disciplina mili-
               Plinio si sia trovato a fianco di Vespasiano, non per nulla   tare con una oculata politica legislativa e costituzionale e con
               padre dell’ex commilitone Tito, già diverso tempo prima   una politica finanziaria ispirata a principi di parsimonia...
               della sua effettiva ascesa ad imperatore. Forse, come alcuni   rappresentò il complesso delle condizioni atte a realizzare il
               studiosi suppongono, proprio nel tragico contesto del tri-  felice avvento di una nuova casata al potere supremo.
               stemente celebre anno dei quattro imperatori. Senza contare   I provvedimenti militari sono noti: punizione esemplare
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               che Vespasiano prima, e suo figlio Tito poi, erano i primi   alle legioni più dimentiche della disciplina” .
               rappresentanti di quel: “ceto di equites fattisi strada attraver-  Dunque il contesto socio-politico, istauratosi con l’av-
               so la carriera militare... con Vespasiano... [si] dimostrava l’e-  vento di Vespasiano, sembra ideale per favorire le ambi-
               sistenza di un orientamento ormai definito nel ceto militare,   zioni e le aspettative di Plinio, sia dal punto di vista mili-
               e soprattutto nell’ufficialità equestre, perché il potere andasse   tare che di carriera in generale, come di quello culturale e
               nelle mani di quanti ne detenevano realmente i più importan-  letterario in particolare. Non stupiscono tante inedite po-
               ti strumenti, e quello che sembrava troppo audace [pochi de-
               cenni prima]... si era realizzato con Vespasiano, anche perché,   6   Da M. a. levi, L’impero romano..., cit., vol. I, p. 345.
                                                                       In alto: busto di Vespasiano, Roma, Museo Nazionale Romano, Palaz-
               5   Da a. MarcHeSi, c. Frugoni, g. ranucci, Nota..., cit., p. LI.  zo Massimo alle Terme.





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