Page 109 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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Come dubitare che tanto successo non fosse una qualche
ricompensa per la sua contiguità alla nuova casata imperiale,
in perfetta linea con l’ascesa del ceto equestre di estrazione mi-
litare, al quale tanto lui quanto l’imperatore appartenevano?
Di certo con Vespasiano, Plinio tornò nel vivo della car-
riera al punto che è difficile tentare persino di definirne il
dipanarsi. Infatti: “il numero, la cronologia e l’identificazio-
ne degli incarichi sono fortemente discussi, e la localizzazione
delle varie procuratele avrebbe anche conseguenze di rilievo
per l’interpretazione della Naturalis historia: si può ritenere
sicuro un incarico nella Spagna Tarragonese e molto probabi-
le- a coronamento della carriera procuratoria, perché era un
posto importante e politicamente delicato- un incarico nella
Belgica: altre collocazioni sono ipotizzabili ma meno certe. Il
posto di procuratore comportava esperienza finanziaria e or-
ganizzativa, una mentalità concreta, e si accompagnava bene, egli fece venire dall’Egitto conservato nel miele» (VII.35) «io
a quanto pare, con un interesse curioso per i caratteri peculiari stesso ho visto in Africa un cittadino di Tisdro, trasformato da
di ogni territorio” . femmina in maschio il giorno delle nozze» (VII.36).
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Ovviamente, come sempre accade in circostanze del ge- Ma per un ricercatore come lui, protomartire della scienza
nere, i suoi incarichi e la loro successione cronologica non sperimentale, che doveva morire asfissiato dalle esalazioni del
trovano affatto concordi tutti gli storici del settore. Eppure Vesuvio in eruzione, le osservazioni dirette occupano un posto
risultano evidenti le conoscenze che solo dal servizio in al- minimo nella sua opera, e contano né più né meno delle no-
cune procure, potevano derivargli. Altrettanto comprovata tizie lette nei libri, tanto più autorevoli quanto più antichi” .
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la sua limpida onestà nell’amministrazione, dote fondamen- Tuttavia se i suddetti viaggi non vennero spesi per verifiche
tale quanto rara in un procuratore: Plinio la possedette in dirette, gli fornirono però l’opportunità di conoscere e con-
sommo grado, al punto che quando rientrò dagli incarichi tattare innumerevoli personaggi. Questi, per la modestia del-
non si era arricchito minimamente, a differenza di tanti suoi la loro condizione, non godranno di alcuna citazione nella
colleghi di dubbia reputazione. sua opera sebbene avessero fornito un’immensa quantità
d’indicazioni, senza dubbio le più fantastiche e chimeriche.
Singolarità del metodo di Plinio La ragione del curioso comportamento deriva dalla logica
stessa della sua ricerca che non può, semplicisticamente,
Quel frequente viaggiare per servizio attraverso l’Impero equipararsi alla omonima attuale, perché rigidamente subor-
sembrano ideali per appagare la curiosità di un geografo e dinata ad un’aprioristica visione filosofica. L’approccio con
per favorire le personali esperienze di un naturalista. Difficil- la realtà naturale, infatti, non era mai finalizzato a scoprirne
mente, in realtà, un semplice studioso, per quanto facoltoso, le leggi universali ma soltanto a metterne in discussione la
avrebbe potuto intraprendere con analoga facilità e sicurez- certezza dei limiti attraverso le estrinsecazioni più aberranti,
za ricognizioni tanto remote e durature. Eppure, paradossal- attraverso l’enunciazione dei fenomeni più anomali, concreti
mente, Plinio sembra sfruttare pochissimo tale straordinaria o immaginari che fossero. Una sorta, quindi, di antesignano
opportunità, reputandola quasi superflua se non offensiva Guiness Book of Records, privo però di un’altrettanta scru-
nei confronti delle sue fonti. Infatti raramente: “riporta fatti polosa verifica dei primati! Una raccolta dove la sensatezza
testimoniati dalla sua propria esperienza diretta: «ho visto di scientifica di molte spiegazioni fa da credenziale per l’irra-
notte durante i turni di sentinella davanti alle trincee brillare zionalità più assurda di tante affermazioni. Un miscuglio
delle luci a forma di stella sulle lance dei soldati» (II.101); «du- inestricabile di verità, verosimiglianza, credulità e supersti-
rante il principato di Claudio, abbiamo visto un centauro che zione: connotazione ideale per la sua fortuna nel contesto
ignorante, fanatico, superstizioso ed, al contempo, assetato
di conoscenza del Medioevo.
8 Da a. MarcHeSi, c. Frugoni, g. ranucci, Nota..., cit., p. LI.
Nella pagina a fianco: altre panoramiche dell’altopiano di Las Medulas. 9 Da i. calvino, Il cielo, l’uomo, l’elefante, prefazione in Gaio Pli-
In alto, a destra: creature fantastiche nell’opera di Plinio. nio..., cit., p. XI.
parte terza - l’ammiraglio gaio plinio cecilio secondo 1 0 7

