Page 112 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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mondo della natura, come il mondo dei libri, comprendeva romani, a lui interessavano molto di più le qualità stilistiche
centinaia di migliaia di fenomeni distinti, di cui soltanto po- che non l’attendibilità; di conseguenza... si attenne al metodo
che migliaia erano abbastanza interessanti da indurlo a pre- antiquato del periplo, ideato dai greci quattro secoli prima” .
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sceglierli: ben di rado esprime un giudizio sulla loro credibi-
lità... teneva molto a segnalare i fenomeni più spettacolari e Ammiraglio e martire della scienza
sorprendenti della natura. Provava per la natura un’ ammira-
zione religiosa non molto diversa da quella di un bambino” . Non è del tutto irreale immaginare Plinio, nei lunghi anni
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Ed esattamente con l’avidità, l’entusiasmo ed, in molti casi, della sua carriera militare, prima, e della sua emarginazione
con l’ingenuità di un bambino Plinio si gettava nelle sue politica, dopo, intento a compilare innumerevoli schede. Ogni
curiosità, per cui: “sarebbe un’ingiustizia nei suoi confronti fenomeno curioso, ogni notizia strana, ogni informazione in-
non ricordare l’impulso quasi ossessivo che spingeva Plinio a credibile finiva su di una apposita scheda, che ne ricordava la
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svolgere indagini personali sui fenomeni naturali” . fonte. Per incrementare quella maniacale raccolta, tutto nella
Se il suo entusiasmo traspare omogeneo per l’intera ope- sua vita era stato se non sacrificato, o per lo meno fortemente
ra, non altrettanto può dirsi per la competenza sulle varie
località descritte. Tanto per esemplificare, mentre: “pro- 17 Da W. H. StaHl, La scienza..., cit., p. 114.
cede nell’area del Mediterraneo occidentale, fino a quando
raggiunge l’Istria, Plinio sfoggia con sicurezza la propria eru- Sotto: rilievo della statua di Plinio il Vecchio realizzata nel 1494 ed
dizione... Quando giunge nel Mediterraneo orientale... perde esposta nel Duomo di Como.
Nella pagina a fianco: Plinio scrive nel suo studio, immerso in un fantasti-
buona parte della sua sicurezza e segue le fonti (o la sua fonte) co scenario naturale. Miniatura da un’edizione del XV sec.
limitandosi ad esprimere solo pochissime volte le sue opinio-
ni personali... La trattazione della Siria, sproporzionatamen-
te particolareggiata, ha indotto alcuni studiosi a formulare
l’ipotesi che fosse basata su esperienze dirette, acquisite da
Plinio quando era stato procuratore in quella provincia; ma
per la verità era stato procuratore anche in Germania e in
Gallia, eppure aveva preferito attenersi, per quei due paesi,
alle informazioni dei compilatori... Qualche volta Plinio si
serve di dati recenti, ottenuti durante compagne militari” .
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Quest’ultimo aspetto è forse il più emblematico per
comprendere la sua mentalità e per valutare quanto lo spi-
rito della Naturalis Historia sia lontano dall’odierna defini-
zione di scienza. Sappiamo, infatti, che Augusto aveva fatto
redigere da Agrippa un’ottima carta dell’Impero, dettaglia-
ta ed attendibile per distanze ed indicazioni, e proprio per-
ché tale supporto ideale per qualsiasi trattazione geografi-
ca. Nessun dubbio, pertanto, che il: “lavoro di rilevamento
svolto da Agrippa avrebbe potuto offrire ai geografi romani i
dati fondamentali per una rappresentazione esatta delle varie
regioni e per un’immagine piuttosto fedele del mondo allora
conosciuto. Plinio il Vecchio ebbe la possibilità di consultare
le carte e i dati: ma, sebbene apprezzasse la scrupolosità con
cui il rilevamento era stato compiuto e spesso ne adottasse
le cifre quando doveva indicare qualche distanza, non si rese
conto, neppure vagamente, del valore che avrebbe potuto
avere come base per i testi geografici. Come agli altri geografi
14 Da W. H. StaHl, La scienza..., cit., p. 141.
15 Ibid., p. 142.
16 Ibid., pp. 157-58.
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