Page 114 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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Non sarebbe, tuttavia, assurdo sup-
porre che quanto presentato a Tito, ad
eccezione della dedica, non fosse ancora
completo per la pubblicazione. Si sarebbe
perciò trattato di una sorta di anteprima
per verificare eventuali reazioni, riserve e
gradimenti, in modo da poter eliminare
qualsiasi contenzioso futuro, assicuran-
dosi così l’indisturbata prosecuzione del-
la raccolta. Del resto si è motivatamente
supposto: “che l’enciclopedia pliniana sia
cresciuta gradualmente dalla prima metà
degli anni 50 sino al 77-78, quando l’opera
viene cerimoniosamente presentata all’im-
peratore Tito. Nessuna data menzionata
nel testo (o avvenimento presupposto)
conduce oltre quell’anno, e nessuna traccia
di incompletezza costringe ad ipotizzare
una pubblicazione postuma. Negli anni
della pubblicazione Plinio ha coronato la
sua carriera procuratoria e svolge mansioni
che lo mantengono molto vicino alla corte,
tali da comportare quotidiani incontri con
Vespasiano” . Plinio, ad ogni buon conto,
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dovette considerare l’assegnazione al co-
mando navale di Miseno, prestigioso ma
non di primaria rilevanza militare, una
opportunità straordinaria ed irripetibile
per arricchire le sue ricerche.
Quale che fosse la verità in merito, la
pubblicazione dell’opera iniziò, effetti-
vamente, all’indomani della sua morte,
forse nello stesso 79, forse subito dopo,
sull’onda emotiva della tragica ed al
contempo coerente fine. Questo detta-
glio sembra in netto contrasto col silen-
zio che, invece, circondò la vicenda. La
scomparsa, infatti, non sembra che ebbe,
constatazione, per alcuni studiosi dirimente, che l’opera o almeno non sappiamo che ebbe, la debita risonanza e la
fosse in qualche modo già stata presentata a Tito, appunto conseguente riconoscenza sia pubblica che privata. D’altro
tra il 77-78. Infatti: “tutta l’opera è introdotta da una breve canto non si può ritenere la morte di Plinio, come per alcu-
epistola dedicatoria, composta certamente al definitivo com- ni versi adombra Svetonio, men che onorevole. Con quale
pletamento del testo, quando Plinio decise di presentare la ardire, altrimenti, i suoi eredi si sarebbero azzardati a pub-
Naturalis historia con i dovuti omaggi al princeps Tito giun- blicare quel colossale trattato, affrontando non solo una
to al suo sesto consolato (nel 77 d.C. o l’anno successivo)” . spesa ingente, e peraltro superflua, ma soprattutto lo scher-
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no, le contumelie e le aspre critiche di quanti si sentivano
in qualche modo offesi dal vile comportamento dell’uomo
18 Da a. MarcHeSi, c. Frugoni, g. ranucci, Nota..., cit., p. LIV.
In alto: statua di Tito, Ercolano. 19 Da a. MarcHeSi, c. Frugoni, g. ranucci, Nota..., cit., p. LIII.
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