Page 113 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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subordinato e condizionato. Per studiare si alzava ancora a   una pubblicazione postuma lo avrebbe posto al riparo di
               notte fonda, limitando al massimo il tempo concesso al sonno,   quel temuto oltraggio, per lui insopportabile: testimonian-
               ritenuto quasi uno spreco. Durante il pranzo o la cena, peral-  za di grande dignità di studioso ma anche di grande, e risa-
               tro sempre parchi e misurati, un lettore continuava a fornirgli   puta, amicizia con l’imperatore. Impossibile, tuttavia, stabi-
               ulteriori informazioni. Persino quando, sdraiato dopo il pasto,   lire in che data prefigurasse la sua dipartita, essendo ancora
               si concedeva un bagno di sole, non mancava di farsi leggere   nel pieno delle forze al momento della tragica scomparsa,
               qualcosa, da cui ovviamente trarre altre schede. Per la stessa   peraltro non naturale. Plausibile, perciò, supporre che Pli-
               ragione viaggiava sempre in lettiga con il segretario a fianco,   nio ne posticipasse la pubblicazione per evitare quanto de-
               in modo da potergli dettare osservazioni ed appunti nei tempi   lineato ma, anche, perché contava di continuarne per molti
               morti degli spostamenti! Quale potesse essere la qualità uma-  anni ancora ad arricchirla, aggiungendovi ulteriori apporti.
               na di un’esistenza così impostata, è agevole concepirlo.  Plausibile, pure, credere che le anticipazioni di alcuni bra-
                 Nessuna meraviglia, perciò, che alla fine degli anni 50,   ni, lette magari al cospetto dell’imperatore, gli valsero la
               dopo circa un decennio d’indagini continue ed esasperate,   nomina ad ammiraglio della prima flotta imperiale: di certo
               Plinio si trovò a disporre di una raccolta impressionante di   l’opera ed il grado suggeriscono un rapporto causa-effetto
               dati, ordinatamente catalogati e puntigliosamente classifi-  con ruoli mutanti nel tempo.
               cati. Sarà quella la premessa della sua monumentale opera.   Ovvio, infatti, che ad un geografo di vastissima e con-
               Sebbene non abbiamo riscontri certi al riguardo, si ritiene   divisa reputazione venisse accordata, in virtù dei suoi non
               che la composizione propriamente detta della Naturalis Hi-  irrilevanti trascorsi militari, un comando navale che im-
               storia sia iniziata intorno alla metà del decennio successivo,   plicava la conoscenza geografica e naturalistica come di-
               protraendosi fino alla sua morte. Sappiamo che essendo   scipline basilari. Altrettanto ovvio che un comandante del
               consapevole della taccia di servilismo che marchiava quanti   genere potesse, approfittando delle crociere e dei rapporti
               approfittavano della contiguità con il potere, o solo gravita-  dei tanti equipaggi, approfondire questioni geografiche
               vano intorno ai potenti pur senza avvantaggiarsene in alcun   in sospeso o non esaminate accuratamente come pure ap-
               modo, onde evitare che la sua opera fosse diffamata dal suo   prenderne di nuove. Ma, questa conclusione trova una
               rapporto con l’imperatore, sul finire della stesura, ne rinviò   parziale smentita in alcuni dettagli cronologici relativi pro-
               la pubblicazione a dopo la sua morte. A suo giudizio solo   prio all’ultimo periodo della sua vita e, soprattutto, nella




                                                                         parte terza - l’ammiraglio gaio plinio cecilio secondo           1 1 1
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