Page 140 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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I TEMPI DELLA CATASTROFE
di Giovanni P. Ricciardi *
La ricostruzione delle sequenze stratigrafiche di vari siti navigare contro vento e capaci, con le lance di salvataggio, di
attorno al vulcano, supportata dalle fonti scritte che ci sono atterrare sulle spiagge rese inaccessibili probabilmente dalle de-
pervenute, ha permesso una ricostruzione di dettaglio delle formazioni dei fondali e dai detriti. Nel tardo pomeriggio inizia
tre fasi principali delle otto unità eruttive (EU) e dei tempi l’imbarco dei rimanenti abitanti, rifugiatisi al coperto: ma sul
di deposizione dei prodotti della catastrofe del 79. far della sera l’eruzione evolve nella sua fase più drammatica.
L’inizio dell’eruzione, intorno a mezzogiorno di una data Per una variazione nella composizione chimico-fisica del
autunnale, compresa tra il 24 ottobre e l’1 novembre, è carat- magma arrivato in superficie, alcune parti più dense della
terizzato da forti esplosioni freatomagmatiche dovute all’in- colonna eruttiva cominciano a collassare e formano corren-
terazione del magma in risalita con l’acquifero superficiale. ti piroclastiche che scorrono, radialmente, lungo le pendici
Questa fase di apertura del condotto, a livello stratigra- del vulcano ad alta velocità e con temperature comprese tra
fico, produce un’unità eruttiva (EU1) composta da ceneri 200°- 300° C. L’opera di salvataggio é perciò bruscamente
sottili molto umide da caduta, che si disperdono a est del interrotta: le quadriremi con gli scampati sui ponti di co-
vulcano (secondo i venti dominanti di bassa quota) e da perta si ritirano, lasciando lungo la riva centinaia di morti.
flussi scorsi lungo le pendici meridionali del vulcano. L’ammiraglio Plinio, invece, é ormai nei pressi di Stabia,
Per la particolare conformazione geomorfologica di Er- dove si trova l’abitazione dell’amico Pomponiano.
colano, un promontorio limitato da entrambi i lati da due Questo flusso piroclastico (deposito EU2/3pf) segna l’i-
fiumi, i flussi piroclastici della prima unità eruttiva vengono nizio della seconda fase dell’eruzione, caratterizzata dall’e-
canalizzati in questi alvei defluendo così verso la fascia co- missione di pomici grigie e ceneri con una colonna pliniana
stiera senza interessare il centro abitato. A questo punto, sostenuta che supera i 30 km.
per i residui abitanti della città, la fuga verso Napoli è pra- Pomici e ceneri continuano a cadere per tutta la notte fino
ticamente preclusa e l’unico modo di salvarsi è via mare. all’alba del giorno successivo, con asse di dispersione verso
Intorno alle ore 13, inizia la fase pliniana dell’eruzione con sud-est. Oplonti, Pompei e Stabia sono le città più colpite
una colonna eruttiva sostenuta, alta oltre 20 km, che deposita e numerosi sono i morti (394 vittime ritrovate) per il crollo
al suolo ceneri e pomici bianche (deposito EU2f), principal- di tetti e muri per l’aumento di carico e per la forte attività
mente verso ESE, secondo la direzione dei venti dominanti sismica. Questa fase dell’eruzione è riconoscibile con un li-
di alta quota. In conseguenza della dispersione, questa unità vello da caduta (deposito EU3f), formato da pomici grigie,
eruttiva è presente in tutti i siti archeologici escluso Ercolano. a cui sono intercalati depositi da corrente piroclastica (EU-
L’ammiraglio Plinio, dopo aver ricevuto una segnalazione 3pf), prodotte dai continui collassi della colonna eruttiva
semaforica urgente di aiuto, con le quadriremi della flotta fa che, per tutta la notte, scorrono lungo le pendici del vulcano
rotta verso i porti vesuviani per condurre gli abitanti a bordo distruggendo le ville rustiche e gli abitati attorno al Vesuvio.
delle navi militari (a vela e remi), le uniche in grado di poter Durante la mattinata, la colonna eruttiva collassa com-
pletamente e l’ultima di queste correnti piroclastiche, rag-
giunge anche Pompei devastandola.
* Geofisico dell’Osservatorio Vesuviano-INGV.
Quest’ultima fase eruttiva determina il significativo svuo-
Nella pagina a fianco: curve isopache della ricaduta di materiale pi- tamento del condotto e della camera magmatica con con-
roclastico dell’eruzione del 79 d.C., in base ai sedimenti riscontrati. seguente allargamento della caldera e diminuzione dell’at-
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