Page 145 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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PARTE QUINTA

                                   L’OPERAZIONE DI SOCCORSO
















               Quel mattino d’autunno di Plinio

                 Dunque, stando alle più recenti e accurate analisi vulca­
               nologiche ed alle indagini geo­archeolo giche degli ultimi
               anni, la catastrofe del 79 se non fu del tutto improvvisa, si
               estrinsecò in una maniera che possiamo ritenere, per l’epoca,
               subitanea e scarsamente prevedibile. Per l’epoca non significa
               affatto che oggi il fenomeno ha assunto un andamento più
               lento, divenendo perciò meno pericoloso, ma soltanto che
               gli attuali strumenti scientifici permettono di percepirne ed
               identificarne per tali anche le fasi prodromiche embriona­
               li . Perché allorquando le manifestazioni eruttive divengono
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               umanamente sensibili, il tempo residuo per l’evacuazione
               scade a pochissimi giorni, forse persino meno, ora come al­
               lora. È questo, in definitiva, il vantaggio di cui noi godiamo
               nella previsione di un’eruzione rispetto ai Romani: un po’ di
               tempo in più per fuggire e la certezza di doverlo fare!
                 Come accennato, molti vesuviani nei giorni appena pre­
               cedenti e, magari, nella stessa mattinata dell’evento, inten­
               sificandosi le crisi sismiche erano già fuggiti dalla zona.
               Del resto nessun ostacolo materiale impediva l’esodo di
               quanti preferivano attendere la fine delle scosse all’aperto,
               lontano dalle pericolose città. Le strade, infatti, erano an­
               cora perfettamente integre, i ponti ben saldi e la viabilità
               non intasata da macerie: discorso alquanto diverso per il
               mare. Da alcuni giorni, infatti, soffiava un forte vento da
               sud­ovest che ne increspava fastidiosamente la superficie,
               impedendo perciò alle piccole barche a remi di allontanar­
               si per la pesca e a quelle più grandi a vela, fra cui quelle di
               Pomponiano, di uscire dal porto. Su questo scenario, dopo



               1   Circa il rischio vulcanico e la sorveglianza relatvii al Vesuvio cfr.
               A. Pesce, G. RolAndi, Vesuvio 1944. L’ultima eruzione, San Seba­
               stiano al Vesuvio 1994, pp. 52­60.

               A fianco: “Pompei, 79 d.C.”, Alfred Elmore, seconda metà XIX sec.




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