Page 150 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
P. 150
suo messaggero fosse in grado di raggiungere l’ammiraglio
a Miseno, via terra o via mare, come concordemente tutti
gli studiosi ritengono sia effettivamente avvenuto, perché
non fece lei, direttamente e personalmente, la stessa cosa?
Perché attendere ipotetici soccorsi navali, macerandosi nel
mortale dubbio per mezza giornata, e non fuggire subito
concretamente? E se, infine, non fosse fuggita per gli ecces
sivi rischi che quel viaggio ormai comportava, quale speran
za avrebbe potuto nutrire sulle navi?
La questione comunque la s’imposti urta sempre contro la
medesima incongruenza: in che modo pervenne la richiesta a
Plinio? Essendo, come ricordato, parere comune dei vulcano
logi che l’esplosione del Vesuvio iniziò con l’improvviso erom
pere della colonna di vapore e cenere intorno alle ore 13, quale
che ne fosse l’iniziale entità e connotazione, come si spiega il
brevissimo intervallo tra l’immane esplosione e la ricezione
della richiesta di aiuto? Ammettendo che dalla villa di Rectina
si realizzò nel giro di qualche ora da quel terribile manifestarsi
la gravità della situazione, al punto da far inviare il tragico di
spaccio, è fuor di dubbio che questo venne ricevuto da Plinio
pochi istanti prima di salire a bordo della liburna. Cioè, anche
in questo caso, qualche ora dopo l’esplosione, al massimo, te
In alto e a fianco: bassorilievi di epoca romana imperiale raffiguranti
dei carri per il trasporto di persone.
Nelle pagine successive: ricostruzioni virtuali di carri romani.
1 4 8 79 d.c. rotta su pompei

