Page 138 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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Altrove era già giorno, là invece era una notte più nera
e più fitta di qualsiasi notte, quantunque fosse mitigata
da numerose fiaccole e da luci di varia provenienza. Si
trovò conveniente di recarsi alla spiaggia ed osservare da
vicino se fosse già possibile tentare il viaggio per mare;
ma esso perdurava ancora sconvolto ed intransitabile.
Colà, sdraiato su di un panno steso a terra, chiese a due
riprese dell’acqua fresca e ne bevve. Poi delle fiamme ed
un odore di zolfo che preannunciava le fiamme spingo-
no gli altri in fuga e lo ridesta no. Sorreggendosi su due
semplici schiavi riuscì a rimettersi in piedi, ma subito
stramazzò, da quanto io posso arguire, l’atmosfera trop-
po pregna di cenere gli soffocò la respirazione e gli ot-
turò la gola, che era per costituzione malaticcia, gonfia
e spesso infiammata.
Quando riapparve la luce del sole (era il terzo giorno da
quello che aveva viso per ultimo) il suo cadavere fu ritro-
vato intatto, illeso e rivestito degli stessi abiti che aveva
indossati: la maniera con cui si presentava il corpo faceva
pensare ad uno che dormisse e non ad un morto” . In alto: 22 Marzo 1944, veduta notturna del Vesuvio in eruzione: le
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chiazze luminose sono dovute alla ricaduta di lava incandescente (da
A.Pesce, Vesuvio 1944, l’ultima eruzione, 1994).
Sopra e nella pagina a fianco: lanterna ad olio portatile rinvenuta ad
26 Da G. Vitali, La letteratura..., cit., pp. 640-41. Ercolano, inv. 76630 e relativa ricostruzione virtuale.
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