Page 134 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
P. 134

abituali residenti, percentualmente di più a Pompei che ad   di chi gli era stato a fianco fino alla morte? Anche ammet-
                                                                18
               Ercolano, essendo la seconda una cittadina di vacanza.  In   tendo che l’intera narrazione fosse stata inventata di sana
               conclusione poche migliaia di persone in tutto, che non vol-  pianta dal nipote, uno storico come Tacito sarebbe stato
               lero o non potettero abbandonare per tempo le loro abita-  talmente ingenuo da crederla ciecamente, senza neppure
               zioni perché troppo ricchi per volerlo fare o perché troppo   domandare la fonte delle notizie? Richiesta oltremodo le-
               poveri per poterlo fare: ricchi patrizi e miseri schiavi!                                                    gittima per l’entità delle vittime! Dunque, la prima lettera
                                                                       di Plinio il Giovane non solo ripercorre, quasi istante per
               Il principio della fine                                 istante, l’intera operazione di soccorso, ma implicitamente
                                                                       accredita la salvezza di molte persone proprio grazie ad
                 Alcune decine di anni dopo la morte di Gaio Plinio Se-  essa! Come credere allora che, con tanti testimoni oculari
               condo, Tacito chiese al nipote una rievocazione di prima   ancora in vita, una immeritata esaltazione del ruolo soste-
               mano sulla fine del suo illustre parente, che la riassunse   nuto dallo zio, o peggio un suo millantato comportamento
               in due lettere dando prova di una lucidissima memoria.   eroico, sarebbero passati incontestati?
               O, più probabilmente, di disporre di un minuzioso diario   Del resto, già l’interesse di Tacito costituisce una confer-
               nel quale erano confluite, oltre alla sua personale testimo-  ma della gloria che circondava la memoria dell’Ammiraglio.
               nianza, anche quelle di quanti, a vario titolo, condivisero le   Quale storico, altrimenti, avrebbe sollecitato un illustre per-
               ultime ore di vita dell’ammiraglio ed, in particolare del suo   sonaggio a rievocare un’azione vile di un suo consanguineo
               segretario che scriveva costantemente quello che lui gli det-  che, da tempo, per ovvie ragioni cercava invece di cancellare
               tava. In quale altro modo avrebbe potuto sapere, così det-  o di far dimenticare completamente? Senza dubbio: “le let-
               tagliatamente, cosa aveva fatto lo zio dopo la partenza da   tere di Plinio il Giovane sono un piccolo capolavoro letterario,
               Miseno, senza attendibili e puntuali rievocazioni da parte   cosciente com’era di passare alla storia e all’eternità con la sua
                                                                       narrazione. Purtroppo, non sono molto precise. Molti fatti sto-
                                                                       rici sono stati raccontati apposta imprecisi, o enfatizzando solo
               18   Circa le aspetti urbanistici e residenziali di Ercolano cfr. M. PA-  certi aspetti giudicati più degni di essere tramandati. La recente
               GAno, Gli scavi di Ercolano, Napoli 2004, pp. 4-15.
                                                                       critica delle lettere pliniane sull’eruzione vesuviana... ha evi-
               Sotto: calco in gesso dei resti di uno schiavo in catene. Ercolano.  denziato questo aspetto quasi sacrificale di certe verità per insi-










































               1 3 2           79 d.c. rotta su pompei
   129   130   131   132   133   134   135   136   137   138   139