Page 176 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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voci sulla presenza di strutture e resti romani in zona, e da
sempre circolavano pure reperti più o meno preziosi, for-
tunosamente rinvenuti dai contadini in quei campi, adia-
centi al canale Bottaro.
Per l’esattezza i: “primi rinvenimenti archeologici nell’a-
rea di Bottaro risalgono al Settecento. A seguito di un rin-
venimento casuale, vennero consegnati il 9 gennaio 1765 a
Francesco La Vega una serie di reperti... È dunque probabile
che il rinvenimento sia avvenuto in un alto morfologico della
zona di Bottaro, probabilmente nella collinetta immediata-
mente a nord dei mulini che danno il nome alla località ed
al canale che li alimenta… Un documento conservato presso
l’Archivio di Stato di Napoli fa cenno al rinvenimento di al-
cuni ruderi, segnalati dall’architetto Camillo Ranieri, presso i
mulini di Bottaro ed il Sarno nel 1838... Nessuna possibilità...
di localizzare meglio il sito... Durante i lavori di rettifica del
fiume Sarno... secondo quanto riferito da Lorenzo Schioppa,
ingegnere che partecipò ai lavori di rettifica, ai piedi del ponte
di fabbrica sul Sarno, il cosiddetto Ponte Nuovo, costruito in
gran parte nel 1858, e presso il Mulino De Rosa, vennero alla
luce «due ordini di antichi magazzini disposti quasi in fila con
dentro molte anfore, pezzi di quercia, alcune monete e un’an-
cora» della quale il Ruggiero pubblicò anche il disegno” .
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Di quella tornata di lavori ci restano almeno due ecce- In alto: ubicazione sulla carta paleografica dei rinvenimenti archeologici
zionali foto che ritraggono il cantiere, ancora intento alla di epoca preromana e romana: 1 - Stipe Bottaro (VI sec. a.C. - II sec. a.C.);
costruzione delle spalle del ponte. In entrambi le immagini 2 - “Aedes Neptuni”, loc. Bottaro; 3 - Complesso non meglio precisato di
edifici rustici; 4 - Villa pseudo-urbana; 5 - Rinvenimento di sedici tabernae;
appaiono ben evidenti alcuni dei suddetti grandi vasi, ap-
6 - Edificio di M. Cellus Africanus; 7 - Strutture romane al lato del canale
di scarico del Mulino Fienga; 8 - Edificio con orientamento diverso dal pre-
2 Da G. stefAni, G. Di MAio, Cfr. G. stefAni, G. Di MAio, in Riv. cedente sull’altro lato del Mulino Fienga; 9 - Rinvenimento di anfore ad ovest
Studi Pompeiani..., pp. 145 e sgg. del Mulino Fienga; 10 - Idem, a sud: anfore, magazzini su due piani; 11 - Strut-
ture non meglio qualificate; 12 - Strutture
non meglio precisate; 13 - Strutture varie e
sepoltura con lapide; 14 - Ipotetica “mansio” o
ponte sul Sarno; 15 - Villa in prop. Liguori;
16 - Villa in prop. Malerba; 17 - Villa
in prop. Cascone; 18 - Santuario extra-ur-
bano nel fondo Iozzino; 19 - Frammento di
brocca dell’età del bronzo; 20 - Strutture ad est
del Mulino de Rosa; 21 - Strutture ad est del
Mulino de Rosa.
Da C. Albone Livadie, D. Barra, G. Bo-
naduce, L. Brancaccio, A. Cinque, F. Or-
tolani, S. Pagliuca e F. Russo, Evoluzione
geomorfologica, neotettonica e vulcanica
della piana costiera del fiume Sarno (Cam-
pania) in relazione agli insediamenti ante-
riori all’eruzione del 79 d.C., Pact 25-13.
Rielaborazione grafica: Fortuna Falanga.
A fianco: antica cartolina del Ponte Nuo-
vo, presso Castellammare di Stabia.
Nella pagina a fianco: un’altra immagine
degli scavi Matrone.
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