Page 177 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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poggiati provvisoriamente sul terreno di risulta in attesa di   Di gran lunga più importanti per i risultati conseguiti,
               essere trasportati in qualche museo.                    sebbene attribuibili sempre alle medesime informazioni
                 In base al progetto di rettifica e di sfruttamento energe-  sulla stessa ristretta area, furono, come accennato nel pro-
               tico del corso del fiume, degli imprenditori locali videro   logo, gli scavi dell’ingegner Matrone. È plausibile ritenere
               l’occasione propizia per impiantare mulini più moderni   che lo stimolo ad avviare tale ricerca nella sua proprietà,
               e potenti. Pertanto, fu proprio a: “seguito di una nuova   e forse anche ad acquistarla per scavarvi più liberamente
               concessione del 4 settembre 1858, [che] l’imprenditore Raf-  sulla base delle voci circolanti, gli siano pervenute nell’am-
               faele De Rosa costruì un grande mulino immediatamente a   biente delle costruzioni. Di certo a: “circa 300 m a sud-est
               valle del Ponte Nuovo... [e già] nello scavare le fondazioni   dal deposito votivo fu scoperto, durante scavi eseguiti tra il
               del mulino si rinvennero reperti archeologici, in particolare   1899 ed il 1902, un importante complesso di edifici nel fon-
               un’ancora, ora conservata presso gli scavi di Pompei.   do allora di proprietà di Gennaro Matrone. Si tratta di un
                 Successivamente, nel 1893, si ebbero ulteriori rinveni-  peristilio, riferibile probabilmente ad una villa residenziale,
               menti di cui resta traccia in un documento... Forse al mede-  rinvenuto immediatamente a nord di una serie di 17 taber-
               simo rinvenimento fa riferimento lo Iacono quando riferisce   nae allineate per una lunghezza complessiva di 70 m, se-
               che nel 1895 (sic), scavandosi le fondazioni per una turbina,   condo un asse NNW/SSE parallelo, quindi, all’antica linea
               alla profondità di circa 50 cm sotto l’attuale livello del mare   di riva da cui distavano, stando alla nostra ricostruzione un
               si rinvenne uno strato di sabbia (‘spiaggetta’) su cui erano   centinaio di metri.
               deposte, capovolte, numerose anfore in doppia fila” .     Le tabernae, costruite prevalentemente in opera reticola-
                                                              3
                                                                       ta, presentavano una pianta quadrangolare con ingresso sul
               3   Idem, p. 143.                                       lato ovest e dimensioni medie di m 5-5.80.



















































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