Page 182 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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denziale. La dimora: “incentrata su di un grande peristilio di   Gli scheletri dal canto loro erano gia stati rinterrati in un an-
               trenta colonne in laterizio rivestite d’intonaco dipinto di ros-  golo dell’edificio scoperto, ad eccezione dei pochi crani con-
               so... era costituita da una serie di ambienti, non tutti adeguata-  servati per ricordo e documentazione. Oggi è difficile persino
               mente esplorati e purtroppo non sufficientemente documenta-  immaginare che giusto tre metri sotto il casello di Castellam-
               ti. Non si conoscono gli ambienti del settore occidentale dove   mare di Stabia e della pletora di costruzioni circostanti, per
               era verosimilmente l’ingresso e dove si intuisce la presenza di   lo più abusive e di pessima qualità, giacciano quei tanti resti.
               almeno tre grandi ambienti e di corridoi di disimpegno... Chi   Unica certezza, verificata da una nutrita serie di sondaggi
               fosse il proprietario di tale importante villa marittima che sor-  è la presenza, proprio lì, del porticciolo di Pompei, costitu-
               geva presso o sul litorale pompeiano, è una questione irrisolta   ito da una: “insenatura a Sud della città... [di] dimensioni e
               e irrisolvibile. Una ipotesi fantasiosa, sostenuta tenacemente   caratteristiche tali da consentire un sicuro rifugio per le navi...
               dal Matrone, attribuiva tale villa a Rectina, l’amica di Plinio   [che in quanto] porto marittimo avrebbe offerto caratteristi-
               il Vecchio, e al marito Caesius Bassus. Egli volle riconoscere   che funzionali decisamente più interessanti di quelle di un
                                                                                             8
               in uno degli individui rinvenuti sotto il portico del complesso   porto lagunare o fluviale” .
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               commerciale, proprio Plinio il Vecchio” .                 E fu forse proprio quel porticciolo la destinazione alter-
                 Ovviamente un’identificazione del genere è certamente   nativa indicata al pilota da Plinio.
               risibile in quanto priva di qualsiasi riscontro: anche Schil-
               mann quando pretese di aver ritrovato il tesoro di Priamo   Ipotesi assurda o identificazione incerta?
               cadde, per eccesso di entusiasmo in un simile abbaglio,
               ma ciò non toglie che quei monili, strato più strato meno,   Stando così le cose il gruppo di scheletri fra cui quello
               si trovassero pur sempre nei ruderi di Troia, città che fino   con collana, armille, anelli e gladio non doveva trovarsi a
               ad allora nessuno avrebbe giurato fosse mai esistita! Negli   molta distanza dal supposto luogo dove ufficialmente si è
               anni successivi nei delineati scavi, complice il disinteresse
               per i rinvenimenti archeologici in generale e per la questio-
               ne in particolare, l’acqua dapprima ed i detriti in seguito   8   Da Nuovi contributi all’identificazione..., cit. 254-55.
               colmarono la cavità cancellandone ogni residua memoria.
                                                                       In alto: foto aerea obliqua dell’area compresa fra il casello autostrada-
                                                                       le di Castellammare di Stabia e il mare, definita località Bottaro. Sullo
               7   Da G. stefAni, G. Di MAio, Cfr. G. stefAni, G. Di MAio, in Riv.   sfondo lo scoglio di Rovigliano.
               Studi Pompeiani..., p. 151.                             Nella pagina a fianco: gli scavi Matrone in una foto del 1901.





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