Page 187 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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Tra questi spicca un certo Mariano Cannizzaro, anch’egli
               ingegnere che nel 1901 pubblicò a Londra un piccolo sag-
               gio dal titolo: Il Cranio di Plinio, breve nota su alcuni nuovi
               scavi presso la foce del Sarno con illustrazioni tratte da fo-
               tografie di G. Ruffo, principe di S. Antimo. Il tecnico, pur
               lasciando ampio spazio ai dubbi, reputò l’identificazione
               molto probabile e per conseguenza la scoperta estrema-
               mente significativa. Per contro numerosi e preparati gli
               oppositori, fra i quali l’archeologo Giuseppe Cosenza che
               pubblicò nel 1902 un altro saggio dal titolo: Intorno alla
               pretesa scoperta di Plinio il Naturalista.
                 Uno dei suoi argomenti principe per demolire le prete-
               se del Matrone consisteva nel ritenere assurdo intorno ad
               un ammiraglio un codazzo di donne e bambini e non già
               di alti ufficiali! E poi perché mai avrebbe dovuto portare
               indosso tanti monili d’oro, che a suo dire l’avrebbe fatto
               somigliare più ad una ballerina da avanspettacolo che ad
               un ammiraglio in capo!
                 Ad un identico ironico rigetto pervennero o si adegua-
               rono negli anni immediatamente successivi una schiera di
               giornalisti, letterati e poeti, accomunati soltanto dalla de-
               risione della presunta scoperta. I loro scritti non di rado
               attinsero al riguardo vertici di stupidità, degni di miglior
               causa, come quando Ferdinando Russo nel 1901 giunse a
               scrivere: “lo scavo dell’ ingegner Matrone è certamente con-
               siderevole... ha dato oggetti singolarmente pregevoli... tra gli
               altri... pure una casseruola, una bella brocca ed alcune forme
               di pasticceria. Vorremmo ora sol per questo giurare che Pli-  no aver trovato nulla di assurdo nella interpretazione del
               nio era un ghiottone e che... [le] trascinava appresso... per   sito alla foce del Sarno, né delle sue costruzioni, purtroppo
               farsi fare quando gliene veniva la voglia le sfogliatelle...” .  scandalosamente risepolte. Non è certamente una prova
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                 Da allora: “sullo scheletro di Plinio e sul suo presunto ri-  a favore dell’identificazione, ma costituisce pur sempre
               trovamento, sembra che sia stato steso un telo spesso e impe-  un significativo indizio. Le tecniche di scavo nel frattem-
               netrabile. Solo Antonio Scherillo, Ordinario di Mineralogia   po sono mutate e quelle d’indagine in merito all’identi-
               all’Università di Napoli, in occasione di un convegno dell’   ficazione appaiono addirittura inconfrontabili: basti solo
               Accademia Nazionale dei Lincei (relatori assieme al catte-  pensare alle possibilità offerte dall’esame del DNA. Nel
               dratico furono Ettore Paratore, Giorgio Nebbia e Giuseppe   caso in questione, come già ricordato, tale metodica non
               Montalenti) che si tenne a Roma nella ricorrenza del XIX   è applicabile, ma ne esistono altre che potrebbero fornire
               Centenario della eruzione del Vesuvio e della morte di Pli-  dei basilari risultati. Dirimenti, una volta per tutte, come
               nio il Vecchio ricordò i fatti di Bottaro e si espresse, seppur   ad esempio quella relativa agli isotopi contenuti nei denti.
               con molta cautela, in favore di una benché remota possibilità   Da essa potrebbe ricavarsi l’indicazione della località nella
               che lo scheletro fosse realmente appartenuto allo scienziato e   quale il soggetto visse i suoi primi anni.
               ammiraglio romano” .                                      Si avrebbe così la certezza che lo scheletro trovato ol-
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                 In conclusione tutte le successive scoperte archeologi-  tre cento anni fa, di fronte allo scoglio di Rovigliano, è
               che nell’area vesuviana, notevoli e numerose, non sembra-  effettivamente quello di Plinio il Vecchio, deceduto nel
                                                                       corso della prima missione di protezione civile della sto-
                                                                       ria intrapresa da una forza armata regolare. Missione che
               10   La citazione è tratta da c. AvvisAti, Plinio..., cit., p. 55.
               11   Ibid.                                              molto probabilmente riuscì a strappare un gran numero di
                                                                       disgraziati vesuviani dal loro tragico destino: fra essi forse
               In alto, a destra: l’ing. Gennaro Matrone.              la stessa Rectina.




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