Page 179 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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Se il sito fosse sulla costa o sulla foce del fiume è stato lun-
gamente dibattuto anche se gli studiosi propendono finora
più per la prima delle due ipotesi. Il carattere delle strutture,
di deposito o di vendita presso un importante snodo connes-
so con il fiume e con il mare e con i relativi mezzi di traspor-
to è confermato dagli altri importanti rinvenimenti avvenuti
nello scavo: 81 individui (uomini, donne e bambini, a picco-
li gruppi verosimilmente corrispondenti a nuclei familiari),
che avevano cercato temporaneo rifugio alla pioggia di lapilli
sotto il portico e nelle botteghe e che recavano con sé i propri
averi (monete, gioielli, vasellame d’argento), trovarono la
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morte durante l’eruzione” .
Questo significativo rinvenimento è ripreso e dettaglia-
to anche da altri studiosi che così relazionano al riguardo,
precisando che un dato: “interessante... è costituito dal rin-
venimento di... scheletri presso i quali si trovavano diversi
oggetti preziosi, tra cui alcuni gioielli d’oro, che i Pompeiani
in fuga verso il mare portavano con sé.
Molto numerose le monete recuperate, ben 45 d’oro, 795
d’argento e 1322 di bronzo, databili tra la tarda età repubbli-
cana e l’impero di Domiziano.
Una situazione analoga, per il carattere dei rinvenimen-
ti e per la posizione topografica nelle immediate vicinanze
dell’antica riva, è stata recentemente individuata ad Ercola-
no, nell’area delle Terme Suburbane.
Sia in quest’ultimo sito che nel corso degli edifici scavati
in località Bottaio è quindi testimoniato il fallito tentativo di
una fuga verso il mare al momento dell’eruzione” .
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La descrizione, sostanzialmente puntuale, è condivisibi-
le interamente ad eccezione delle conclusione: la fin troppo
evidente analogia tra gli scheletri di Ercolano e quelli della
foce del Sarno renderebbe quei miseri reperti delle chiare
testimonianze del fallimento dell’evacuazione via mare. In
effetti quegli scheletri testimoniano di sicuro che molti fug-
giaschi avevano perfettamente compreso che non si tratta-
va affatto della fine del mondo, essendo in tal caso assurdo alla testimonianza, sia ad Ercolano che alla foce del Sarno,
portarsi appresso monete e preziosi, ma solo di una cata- di una evacuazione in atto, sul cui esito complessivo non
strofe naturale, dalla quale si poteva con opportuni mez- abbiamo purtroppo sufficienti riscontri. Cosa avrebbero,
zi fuggire e salvarsi. Per cui, in definitiva, siamo di fronte infatti, aspettato tante persone sulla spiaggia se non un
mezzo per allontanarsene, un mezzo che non poteva essere
una semplice barca a vela, di cui ve ne dovevano essere in
5 Da G. stefAni, G. Di MAio, Cfr. G. stefAni, G. Di MAio, in Riv.
Studi Pompeiani..., p. 150. abbondanza in quei porticcioli? Se mai si osservano molte
6 Da Nuovi contributi all’identificazione…, cit. 243. persone radunate ad una fermata di autobus non è perché
questi non circolano, come durante degli scioperi, ma per
In alto a destra: ermette bifronte in bronzo e pietra, provenienti dagli scavi il contrario! In pratica quando il numero e la frequenza dei
Matrone in località Bottaro e custodite al Museum of Fine Art di Boston.
Nella pagina a fianco: planimetria degli scavi Matrone e sovrapposizione vettori è scarso rispetto a quello dei viaggiatori, che tuttavia
alle condizioni attuali del sito, a ridosso del casello di Castellammare. sapendo della loro circolazione, attendono pazientemente.
Nelle pagine successive: particolari di affreschi provenienti dagli scavi Gli scavi del Matrone portarono alla luce, immediata-
Matrone e custoditi al Museum of Fine Art di Boston. mente adiacente alla fila di tabernae una lussuosa villa resi-
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