Page 60 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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Torrette semaforiche


                 Plinio parlando della sfericità della terra menziona le
               cosiddette turris Hannibalis, torrette semaforiche usate in
               Spagna per lanciare, a grande distanza, i segnali d’allarme,
               a fuoco di notte ed a fumo di giorno affermando che:

                 “si è controllato da molte esperienze:in Africa e in Spa-
                 gna, le torri di Annibale; in Asia simili osservatorî di
                 difesa furono istituiti sotto la spinta del terrore per i
                 pirati, e così ci si accorse più volte che i fuochi di allar-
                 me appiccati alla sesta ora del giorno [intorno alle 12]
                 erano scorti alla terza ora notturna [intorno alle 21 in
                 estate] da chi si trovava nel punto più arretrato...” 6


                 Essendo l’intervallo di trasmissione di circa 9 ore, quali
               che fossero i tempi di rilancio di ciascuna torre, la linea do-
               veva attingere una rilevante estensione. Interessante, inoltre,
               osservare che nella generica definizione di turris Hannibalis
               non si deve leggere l’inventore del sistema, di scarsa reputa-
               zione per la mentalità romana, ma il fruitore, il personaggio
               cioè che ne aveva deciso l’impianto. È sensato immaginarle
               simili a quelle della Colonna Traiana, raffigurate con una
               grande torcia lungo la sponda del Danubio.
                 Immaginando una catena di torrette, ciascuna di esse per
               evitare confusioni, avrebbe dovuto inoltrare il segnale soltanto
               in un senso. Se, ad esempio, fosse stato diretto a destra, sareb-
               be bastato portare la torcia sulla balconata di sinistra e farla
               apparire ed eclissare dietro il suo corpo. Soltanto la torretta
               di destra avrebbe perciò osservato quell’alternarsi di fuoco e
               buio, il segnale convenzionale, provvedendo a ripeterlo nella
               medesima maniera. Per quella di sinistra, invece, la torcia non
               si sarebbe mai oscurata e, restando sempre accesa e oscillante,
               avrebbe notificato la efficienza di linea. Va da sé che il verso
               prescelto era quello del più vicino acquartieramento militare.
                 Sostanzialmente analoga la trasmissione diurna a fumo:
               a ridosso di ogni torretta si scorgono, infatti, oltre alle ca-
               taste legna per il fuoco anche eloquenti covoni di paglia,
               proprio per il fumo.



               6   Da G. Plinio seConDo, Storia Naturale, lib. II, 73: “Multis hoc
               cognitum experimentis in Africa Hispaniaque turrium Hannibalis, in
               Asia vero propter piraticos terrores simili specularum presidio excita-
               to, in quis preanuntios ignes sexta hora diei accensos saepe comper-
               tum est termia noctis a tergo ultimis visos”.
               A fianco: torrette telegrafiche raffigurate ed evidenziate sulla Colon-
               na Traiana e loro ricostruzione realizzata lungo i limes in Germania.
               Nella pagina a fianco: ricostruzione virtuale di torretta semaforica romana.





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