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Telegrafo ad acqua
Il telegrafo a dispaccio fisso, o ad acqua, stando a Polibio,
(X.44), fu inventato da Enea il Tattico intorno al IV secolo a.C.
L’apparecchio da lui tramandatoci era estremamente semplice
e del tutto uguale per la trasmissione e la ricezione. Consiste-
va in un contenitore cilindrico di discreta capacità munito alla
base di un rubinetto ed, all’interno, di un galleggiante con asta
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graduata . Ad ogni sua tacca corrispondeva un preciso mes-
saggio convenzionale e predefinito, per cui disponendo due
apparecchi distanti fra loro anche una sessantina di chilometri
bastava sincronizzarne la simultanea apertura dei rubinetti con
un lampo di luce, magari riflessa da un grande specchio, per av-
viare la trasmissione. Il livello dell’acqua contemporaneamen-
te scendeva in entrambi i contenitori e allorquando, in quello
fungente da trasmittente, raggiungeva la tacca del messaggio
prescelto, un secondo lampo ordinava la chiusura dei rubinetti.
A quel punto sulle due aste si leggeva la medesima cifra e per-
ciò il medesimo testo. Così per esempio, volendone rievocare
praticamente l’uso, supponiamo un vaso di 30 cm di diametro
per 100 di altezza, suddiviso in 10 tacche, una ogni 10 cm, delle
quali le prime quattro, siano associate ai seguenti dispacci:
i nullA questio
ii AuxiliA nAVAliA
iii milites DeFiCiunt
iV non hAbemus PAnem
Con un rubinetto da 10 l/min il passaggio di ciascuna tac-
ca richiede circa 80 secondi, 12 minuti per l’ultima. Sicché,
per trasmettere “iii milites DeFiCiunt”, occorrevano appe-
na 4-5 minuti!
9 In particolare l’apparecchio descritto da Enea il Tattico, vissuto ai tem-
pi di Alessandro il Grande, implica, inconsapevolmente il principio della
trasmissione sincrona. Per quanto è dato conoscere sembra che fosse
stato inventato dai Cartaginesi e conosciuto da Polibio. Si sa ancora che
l’apparecchio fu perfezionato da Elexeonte e Demolite, ingegneri di Fi-
lippo III il Macedone (morto nel 317 a.C.), che idearono la trasmissione,
per mezzo di fuochi, di lettere dell’alfabeto anziché di frasi prestabilite.
Sistema che fu in seguito ulteriormente perfezionato da Polibio (205-120
a.C.).Il sistema, tuttavia, risultava troppo lento per trovare concreta ap-
plicazione, per cui sembra che se ne escogitò una variante, ottenuta dalla
integrazione di entrambi. Cfr. AA. VV., Le trasmissioni..., cit., pp. 10-11.
In alto, a destra: ricostruzione dell’utilizzo del telegrafo ad acqua. Dal
Museo OTE.
A fianco: modello del telegrafo ad acqua descritto da Enea il Tattico,
custodito presso il Museo Storico delle Comunicazioni.
Nella pagina a fianco: ricostruzione virtuale del telegrafo ad acqua di
Enea il Tattico,
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