Page 14 - A scuola sul mare - Navi Asilo e Grande Guerra nei documenti dell'Ufficio Storico della Marina Militare
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                   Come noto, gran parte di loro, rispondendo a un richiamo interiore di libera scelta, si orientarono al mare: recupe-
                   ravano in tal modo una tradizione familiare che gli anni trascorsi a bordo di una nave, anche ferma in un porto, ave-
                   vano consentito di ritrovare, e di ritrovarla disponendo della preparazione specifica necessaria. Questo passaggio
                   fondamentale, questa palingenesi della vita, è ben compresa dalla sensibilità degli autori che nello scegliere i docu-
                   menti che arricchiscono il testo hanno avuto la mano felice.

                   Bambini e ragazzi non dimenticarono mai quelle vecchie unità che erano state la loro salvezza, né dimenticarono
                   chi le aveva proposte e sostenute. Quando il Grande Ammiraglio morì, quelli di loro che potevano vennero a Roma,
                   per i funerali di Paolo Thaòn di Revél nella basilica-tempio di Santa Maria degli Angeli. E videro senza lacrime –
                   come avrebbe voluto l’ammiraglio – giungere su un affusto di cannone la bara avvolta nel tricolore, mentre le bande
                   militari suonavano l’inno del Piave e fin dagli aerei che volavano bassi cadevano fiori (3). Se le navi-asilo avevano
                   realizzato una maniera peculiare della Marina di amare i figli più diseredati del popolo, nella conquistata condizione
                   di cittadino questo amore tornava, moltiplicato, in ciascuno di loro.
                                                                                                  Mariano Gabriele


















































                   (1) Si possono citare, ad esempio, i Convitti del Conservatorio di S. Maria di Conto e di S. Giuseppe a Chiaia a Napoli, riservati fin dal tempo di Carlo
                       di Borbone ad orfani il cui genitore fosse stato in servizio nella Marina; gli allievi venivano chiamati “Pilotini” per la loro istruzione nautica, cfr. D.
                       Formicola e C. Romano, Storia della Marina da Guerra dei Borboni di Napoli, Roma, USMM, 2005, vol. I, tomo 2, pp. 369-72; per la Francia del Secondo
                       Impero cfr. M. Battesti, La Marine del Napoléon III, Paris, Service Historique de la Marine, 1997, tome I, pp. 454-59.
                   (2) Seneca, Lettere morali, Milano, Mondadori, 2007, 95, 60.
                   (3) E. Ferrante, Il Grande Ammiraglio Paolo Thaon di Revel, supplemento della Rivista Marittima, 1989, n. 8-9, agosto-settembre, p. 144.
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