Page 15 - A scuola sul mare - Navi Asilo e Grande Guerra nei documenti dell'Ufficio Storico della Marina Militare
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PREMESSA
’Archivio dell’Ufficio Storico della Marina Militare non è solo luogo fisico in cui minuziosamente e con sa-
pienza vengono custoditi, conservati e resi disponibili i documenti, le fotografie, i libri, i bollettini e le rivi-
L ste che raccontano la storia di unità navali ed equipaggi. Esso è un baule prezioso, utile a preservare la
memoria nella consapevolezza che dal passato è possibile costruire un futuro migliore. La tradizione navale mili-
tare italiana è ricca di episodi nascosti depositati da scoprire e rileggere. La storia che qui si propone è il racconto
di fatti, luoghi e persone che cento anni fa durante la prima guerra mondiale furono protagonisti di un’esperienza
tanto entusiasmante quanto originale: quella delle “navi asilo”.
Queste scuole galleggianti e di marinaretti che trascorsero a bordo parte della loro vita sono state raccontate spora-
dicamente in articoli giornalistici e in diversi servizi televisivi oltre che da qualche interessante documentario. Nel
2016, all’interno del volume Obiettivo Grande Guerra. Gli scatti della Regia Marina sul fronte navale, aereo e terrestre, pub-
blicato dall’Ufficio Storico della Marina Militare, un intero capitolo è stato dedicato alle “navi asilo” corredandolo
con fotografie, alcune delle quali mai pubblicate, conservate presso la Fototeca dell’USMM. Tuttavia un lavoro sto-
rico-divulgativo che, in modo organico e approfondito, tenesse conto della nascita e dello sviluppo dell’esperienza
delle “navi asilo” durante la Grande Guerra ripercorrendone le alterne vicende anche e soprattutto attraverso il ma-
teriale d’archivio disponibile presso l’USMM, si rendeva necessario.
L’idea di effettuare una ricerca approfondita e organica, concentrandosi su un preciso periodo storico, quello che
va dal 1914, anno dello scoppio del primo conflitto mondiale, fino alla sua conclusione nel 1918, si è fatta strada
man mano che affioravano le storie di questi “Montessori del mare” che, sostenuti dall’ammiraglio Paolo Thaòn di
Revél e dalla Regia Marina, riuscirono in un’impresa educativa che continuò ad essere condotta nonostante le dif-
ficoltà logistiche, il disagio e i pericoli che comportano dall’essere una nazione in guerra. Per questo particolare
storico, cioè dell’eroica azione educativa che avvenne a bordo di queste unità in periodo di belligeranza, e per l’in-
coraggiamento ricevuto da diversi ambiti del vivere militare, civile e accademico, si è scelto di trattare il tema delle
“navi-asilo” inquadrandolo come attività antesignana del concetto di dual use svolta dalla Marina militare.
Queste scuole sul mare raccontano non solo la vita a bordo di bambini, ragazzi e giovani che impararono a leggere,
a scrivere e un mestiere. Le pagine di questo libro illustrano un aspetto fondamentale e intrinseco della Marina ita-
liana di ieri, di oggi e del futuro: l’importanza di fare equipaggio e di dare il proprio contributo anche davanti alle
difficoltà dell’andare per mare. Una metafora, questa, ben presente negli uomini e nelle donne di mare, ma dalla quale
le nuove generazioni possono trarre insegnamento come metafora del vivere civile e sociale.
L’impegno con il quale gli educatori, gli ufficiali e i sottufficiali della Regia Marina, accudirono e trasferirono no-
zioni teoriche e pratiche a migliaia di marinaretti “salvati” dalle periferie urbane ed esistenziali andò al di là dei ri-
sultati prospettati. Questa esperienza è da considerarsi propedeutica alla vita e al futuro di tanti ragazzi che
intrapresero la carriera nella Marina mercantile, nella Regia Marina o molto semplicemente a terra attraverso atti-
vità commerciali e artigianali al termine della guerra.
Quello delle “navi-asilo” resta un aspetto non indifferente della storia della didattica e dell’insegnamento in ambito
nautico, sia civile che militare. Basti pensare che, tolto il periodo del ventennio fascista, queste scuole sull’acqua fu-
rono gli embrioni degli istituti nautici italiani che trassero proprio dalla miccia innescata da Levi-Morenos, Garaventa,

