Page 20 - A scuola sul mare - Navi Asilo e Grande Guerra nei documenti dell'Ufficio Storico della Marina Militare
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gini fotografiche pubblicate dai quotidiani del tempo oltre a preparare la macchina bellica difensiva di mari e
di centinaia di soldati francesi e tedeschi periti nel fango coste, di città portuali e di centri strategici, sostenne
delle trincee francesi fece riflettere l’opinione pubblica anche l’avvio di diverse attività educative in alcune lo-
provocando qualche ripensamento tra coloro che ave- calità dalla tradizione peschereccia e marinara poste
vano salutato con goliardia e patriottismo la “chiamata lungo la penisola italiana. La Regia Marina nel più to-
alle armi”. L’Italia, uscita dal conflitto italo-turco da tale spirito di solidarietà si prodigò a favore di quanti,
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vincitrice, in un primo momento si dichiarò non belli- famiglie e bambini, si trovavano in difficoltà, alle peri-
gerante. Poi, il 24 maggio del 1915, dichiarò guerra al- ferie esistenziali, lontano da strutture educative, fuori
l’Austria-Ungheria. da qualsiasi opportunità di lavoro e formazione, spesso
Nel bel mezzo di questo conflitto la Regia Marina, in balia di organizzazioni criminali. Le navi scuola “ma-
sotto la spinta dell’ammiraglio Paolo Thaòn di Revél, rinaretti”, passate poi alla storia come “navi-asilo”, fu-
rono una delle espressioni più originali di questo
impegno animato dal reciproco aiuto e dalla condivi-
lesionismo, altri si rifiutarono di combattere, altri ancora di- sione di una “rotta”, ovvero di un percorso di vita. Va-
sertarono. Per tutti, le punizioni furono durissime. Chi di- lori, questi, che da sempre contraddistinguono la gente
sobbediva agli ordini doveva affrontare la corte marziale, ma
ci furono anche molti processi sommari e la fucilazione im- di mare.
mediata sul campo. Il 24 febbraio 1916 è anche la data di Era l’11 luglio 1911 quando su proposta del Ministro
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un’operazione che a Brindisi tutt’ora viene ricordata con una della Marina, Pasquale Leonardi Cattolica , venne au-
targa commemorativa, un’operazione silenziosa tanto quanto torizzata la costituzione di un Consorzio fra Ministero
l’opera compiuta in ogni ora e in ogni circostanza dalle unità della Marina, dell’Interno, della Pubblica Istruzione e
navali italiane. “Dal dicembre 1915 al febbraio 1916, le navi
d’Italia, con cinquecento-ottantaquattro crociere, protessero degli Enti locali della città di Napoli per l’istituzione e
l’esodo dell’Esercito serbo e, con duecento-due viaggi, tras- l’esercizio di una nave asilo sulla radiata Caracciolo, con-
sero in salvo cento-quindicimila dei cento-settantacinquemila
profughi che, dall’opposta sponda, tendevano la mano”.
(2) La guerra italo-turca fu combattuta dal Regno d’Italia contro (3) Viceammiraglio, Cavaliere di Gran Croce decorato del Gran
l’Impero ottomano tra il 29 settembre 1911 e il 18 ottobre Cordone dell’Ordine della Coro na d’Italia e dell’Ordine dei
1912, per conquistare le regioni nordafricane della Tripolita- Santi Maurizio e Lazzaro, Cavaliere dell’Ordine Supremo
nia e della Cirenaica. Furono le ambizioni coloniali che spin- della San tissima Annunziata. Insigne stu dioso, scienziato.
sero l’Italia ad occupare e sottomettere due province Ministro della Marina. Senatore del Regno.
ottomane che nel 1934, assieme al Fezzan, avrebbero costi- Nato a Napoli il 12 febbraio 1854, fu ammesso alla Scuola di
tuito la Libia, prima come colonia italiana, poi come Stato in- Marina della sua città nel 1868, conseguendo la nomina a
dipendente. Durante il conflitto fu occupato anche il guardiamarina nel 1872. In tale grado intraprese con la piro-
Dodecaneso nel Mar Egeo. Quest’ultimo avrebbe dovuto es- corvetta a elica Vettor Pisani una lunga campagna di circum-
sere restituito ai turchi alla fine della guerra, ma di fatto restò navigazione, dalla quale trasse interesse e amore per la
sotto l’amministrazione, seppur provvisoria, dell’Italia fino scienza del navigare, che sarà il faro della sua attività. Infatti,
alla firma del Trattato di Losanna nel 1923 con cui la Turchia tornato in patria e promosso luogotenente di vascello, ot-
rinunciò a ogni rivendicazione riconoscendo la sovranità ita- tenne l’imbar co sul piroscafo Washington, adibito a ricerche
liana sui territori conquistati durante la guerra. L’Italia uscì idrografiche, e compì su di esso ben quattro proficue cam-
vincitrice dalla guerra anche per via del fatto che l’Impero ot- pagne, durante le quali il suo spirito di osservazione e la sua
tomano si trovò notevolmente svantaggiato a causa dell’im- pratica scientifica si affinarono.
possibilità di garantire rifornimenti al proprio contingente in Assolti gli obblighi di comando su torpediniere, nel 1897, da
Libia. Infatti quest’operazione poteva avvenire solo attraverso poco promosso capitano di fregata, assunse l’importante ca -
il Mediterraneo, ma la flotta turca non fu in grado di compe- rica di Direttore dell’Istituto idrografico della Marina, che
tere con la Regia Marina e così gli Ottomani non riuscirono ten ne per ben sette anni, fino al 1904. Durante tale periodo
ad inviare rinforzi alle province nordafricane. Pure se minore, orga nizzò numerose campagne di rilievi idrografici lungo le
questo evento bellico fu un importante precursore della prima coste d’Italia, dell’Eritrea e della Somalia, con navi apposita-
guerra mondiale, perché contribuì al risveglio del nazionali- mente allestite e molte delle quali diresse. La produzione della
smo nei Balcani. Osservando la facilità con cui gli italiani ave- carto grafia e delle pubblicazioni nautiche dell’Istituto ebbe
vano sconfitto i disorganizzati turchi ottomani, i membri della grande impulso, e la sicurezza della navigazione nelle acque
Lega Balcanica attaccarono l’Impero prima del termine del frequen tate dalle nostre navi ne trasse grande beneficio.
conflitto con l’Italia. Conoscitore profondo dell’astronomia e calcolatore meti-

