Page 23 - A scuola sul mare - Navi Asilo e Grande Guerra nei documenti dell'Ufficio Storico della Marina Militare
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                      periodo vissuto su queste particolari unità, trovarono  ganizzò il lavoro nelle “Case dei Bambini” da lei fon-
                      un lavoro oppure intrapresero la carriera nella Marina  date, basandole sul movimento e rendendo l’ambiente
                      mercantile o militare. Ma al di là della professione e del  quasi su misura delle esigenze dei discenti e dando al
                      mestiere che diede loro da vivere, sulle “navi-asilo”  bambino la facoltà di scegliere la propria attività per
                      questi ragazzi impararono, più di ogni altra cosa, il  svegliare in lui l’interesse. Un bambino che affina la
                      senso dell’amicizia, del rispetto, della convivenza, della  concentrazione intraprende la strada verso la piena di-
                      dignità.                                               sciplina e verso la capacità di orientare la propria vo-
                      Queste scuole sull’acqua, i cui responsabili ed educa-  lontà al raggiungimento di un fine.
                      tori possono essere definiti dei veri e propri “Mon-
                      tessori del mare” conclusero la loro attività in epoca  L’ORIGINE DELLE “NAVI-ASILO”
                      recente dopo numerose vicissitudini e traversie. In    E L’ESPERIENZA DELLE TRAINING SHIPS
                      qualche modo, il loro ricordo è sopravvissuto nel-
                      l’immaginario collettivo, ma è soprattutto per chi le  Era il 1904 quando la Regia Marina dava in concessione
                      frequentò che le “navi-asilo” rimasero un punto di ri-  d’uso gratuitamente alla “Società Veneta di Pesca e Ac-
                      ferimento importante e un luogo indimenticabile di     quacoltura” Nave Scilla per «farne sede in Venezia della
                      preparazione alla vita e al lavoro. L’abbinamento a    scuola di pesca e istituirvi un asilo per i figli dei pesca-
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                      Maria Montessori trae origine dal concetto di “disci-  tori del litorale Adriatico» . È il seme da cui fiorirà l’av-
                      plina” che veniva praticata a bordo delle navi. Per    ventura della prima nave asilo.
                      l’educatrice marchigiana la disciplina proviene dal la-  Un’esperienza intensa fondata sulla condivisione, sul
                      voro che deve essere condotto in modo libero al fine   rispetto reciproco e sull’impegno per il bene comune
                      di far emergere nel bambino un interesse reale attorno  che, negli anni, vide nascere amicizie solide e vere tra
                      alle cose. L’insegnante ha un compito fondamentale:    tanti giovanissimi “marinaretti” ospitati a bordo di que-
                      quello di impegnarsi a sostenere e mantenere questa    ste navi. Bambini soli cresciuti insieme e per questo, fi-
                      condizione di “lavoro libero” attraverso l’educazione  nalmente, non più soli.
                      al movimento. Si comprende bene, dunque, perché le     Così, Alberto Conti il 9 dicembre del 1924 – all’epoca
                      “navi-asilo” e coloro che erano impegnati nella didat-  sedicenne – scrisse una lettera indirizzata a Mamerto
                      tica possono essere accomunati al progetto educativo   Camuffo, direttore di Nave Scilla, a Venezia, per avere
                      della Montessori. È il movimento a svolgere un ruolo   notizie dei suoi ex compagni di classe. Era stato ospite
                      centrale nella formazione psico-fisica di ciascun ra-  del “Pio Albergo Trivulzio” di Milano come Fausto
                      gazzo ed è in questo range che la personalità inizia a  Sacchiero di 17 anni, anch’egli proveniente dall’orfa-
                      prendere forma. È stimolando le facoltà motorie che    notrofio lombardo, con cui aveva condiviso da “mari-
                      il bambino prima e il ragazzo dopo impara a muo-       naretto” la vita a bordo delle “navi asilo”, particolari
                      versi, e non solo fisicamente, avendo ben chiaro lo    navi-scuola sulla scia delle training ship britanniche della
                      scopo da raggiungere. Solo quando ci sarà connes-      Royal Navy.
                      sione tra psiche e motricità sarà semplice intravedere  Queste scuole galleggianti divennero luoghi di acco-
                      la chiara volontà di raggiungere un obiettivo. A que-  glienza, educazione e reinserimento sociale e civile per
                      sto punto il concetto di disciplina è realizzato a pieno  tanti piccoli abbandonati che, specialmente tra le due
                      titolo e il piano educativo di coloro che svolgono l’at-  guerre mondiali, si trovarono alle periferie geografiche
                      tività didattica sarà efficace. La Montessori, infatti, or-  ed esistenziali nei quartieri bombardati di città di mare
                                                                             come Genova, Napoli, Bari e Venezia: in balia della mi-
                                                                             seria, della fame, della povertà e della criminalità.
                      (5) Maria Tecla Artemisia Montessori (Chiaravalle, 31 agosto
                          1870 – Noordwijk, 6 maggio 1952) è stata un’educatrice
                          e medico e scienziata, nota per il suo metodo educativo adot-
                          tato peraltro in migliaia di scuole di ogni ordine e grado di  (6) V. Grienti, “Navi asilo. E i bimbi studiavano in Marina”, Avvenire,
                          tutto il mondo.                                        2 settembre 2015, p. 20.
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