Page 22 - A scuola sul mare - Navi Asilo e Grande Guerra nei documenti dell'Ufficio Storico della Marina Militare
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Nonostante fosse fortemente impegnato nella difesa glio Paolo Thaòn di Revél, da Capo di Stato Maggiore
dell’Italia su più fronti, da Venezia a Brindisi e princi- della Marina (dal 1913 al 1915), e con lui la Regia Ma-
palmente lungo le coste del Mar Adriatico, l’ammira- rina, sostennero, ebbero a cuore e seguirono, le condi-
zioni di vita dell’infanzia abbandonata, specialmente
nelle città portuali. Venezia, Genova, Napoli, Bari,
Nel 1911 assunse il comando dell’incrociatore corazzato Vet-
tor Pisani, su cui era imbarcato l’ispettorato delle siluranti al Brindisi, Ancona, Anzio, Messina e altri centri urbani
comando del contrammiraglio Luigi di Savoia duca degli durante la guerra furono pesantemente militarizzati per
Abruzzi, del quale fu capo di stato maggiore. Scoppiata la la loro vicinanza al fronte e soffrirono molto. In que-
guerra contro la Turchia, le siluranti ebbero vari e difficili ste città, come nel resto del Paese, ma forse ancor di
compiti, fra i quali il più noto e il più audace fu l’incursione più, c’erano moltissimi orfani di pescatori e di soldati
nello Stretto dei Dardanelli, concepita per arrecare danni alle morti al fronte. Thaòn di Revél, sulla scia del suo prin-
unità maggiori avversarie che rimanevano all’interno di ben
munito ancoraggio. Lo studio di questa operazione e l’ese- cipio più importante, cioè quello di moltiplicare e adat-
cuzione furono affidate al comandante Millo, che con cin- tare le attività della Regia Marina alle più svariate
que torpediniere d’alto mare, arditamente, nottetempo (18-19 congiunture, rivoluzionò oltre un secolo fa la Marina
luglio 1911), penetrò nel lungo Stretto dei Dardanelli, supe- militare conferendole quella complessità di articola-
rando ostruzioni e fuoco delle batterie, fino a che, a poca di- zioni e di competenze che ancora oggi la caratterizzano,
stanza dall’obiettivo fu costretto a interrompere l’azione e a
rientrare a causa di un cavo che si era impigliato nelle eliche ivi compresi anche alcuni aspetti di sostegno sociale.
di una delle sue unità, passando con le torpediniere ancora Non sarebbe un azzardo, dunque, affermare a distanza
una volta incolumi sotto il tiro avversario. La medaglia d’oro di oltre cento anni dallo scoppio della Grande Guerra
al valore militare e la promozione a contrammiraglio per me- che Thaòn di Revél fu uno dei precursori del concetto
rito di guerra furono il premio della sua audacia e del corag- di capacità dual use e che la costituzione dell’Opera delle
gioso comportamento.
Nel 1913 fu nominato senatore del Regno, e nel periodo dal “navi-asilo” dimostra proprio l’applicazione di questa
29 luglio al 13 agosto 1914 ricoprì l’incarico di Ministro della doppia capacità della Marina italiana di “far fronte” alle
Marina. Dopo tale alto incarico politico, rientrò nella vita mi- esigenze sociali.
litare, ricoprendo per un anno la carica di comandante del-
l’Accademia Navale, che lasciò alla vigilia dell’entrata in guerra
nell’aprile del 1915, per assumere a Brindisi il comando della UNA FUCINA DI GIOVANI CHE CONTRIBUÌ
Divisione esploratori. Partecipò in tale incarico a varie mis- ALL’OSSATURA DELLA MARINA ITALIANA
sioni di guerra in Adriatico contro le coste avversarie e piani-
ficò ed eseguì le operazioni di sbarco, occupazione e ritiro A bordo delle “navi-asilo” generazioni di bambini fu-
dall’isola di Pelagosa, meritando in entrambi i casi l’aperto elo- rono tolti dalla strada e avviati a una vita onesta e di-
gio di Luigi di Savoia, comandante in capo dell’Armata navale. gnitosa. Essi diventarono adulti avendo imparato non
Nell’ottobre del 1915 fu assegnato al comando della 1ª Divi- solo a sopravvivere, ma a vivere. Non solo a lavorare,
sione della 1ª Squadra, con insegna sulla nave da battaglia Conte ma a svolgere una professione. Avendo ricevuto non
di Cavour, indi, promosso viceammiraglio nel 1916, ebbe il co- solo un’istruzione e un’educazione, ma avendo vissuto
mando della 2ª Divisione; dal 1917 al 1918 fu comandante in
capo del Dipartimento militare marittimo di Napoli. Finita la l’esperienza del rispetto del “bene comune”, rappre-
guerra, fu nominato governatore delle terre dalmate, che se- sentato dalla comunità di “marinaretti” che vivevano a
condo il trattato di Londra avrebbero dovuto essere assegnate bordo della nave-scuola. Molti di loro, al termine del
all’Italia, insediandosi a Sebenico, dove restò fino al 1920.
Quando per i successivi eventi politici l’Italia dovette lasciare
quelle terre, fu nuovamente nominato Ministro della Marina, Ancora in attività di servizio nell’ambito gestionale della Ma-
incarico che mantenne fino al dicembre del 1922, quando a rina mercantile, morì a Roma il 14 giugno 1930.
domanda fu collocato in ausiliaria. Lasciato il servizio, as- Con lui si spense una figura significativa della Forza Armata,
sunse l’incarico di Commissario del governo per il porto di ben nota anche al di fuori dei confini nazionali, e la Marina
Napoli (1923-1926), venendo promosso viceammiraglio di volle tramandarne il ricordo alle future generazioni di marinai
armata, e poi, dal 1926 al 1930, fu al ministero delle comuni- dando il suo nome, nel 1939, a un sommergibile oceanico della
cazioni per organizzare il passaggio a detto ente della gestione classe “Ammiragli”, che andò perduto nel 1942 per azione bel-
dell’amministrazione della Marina mercantile, nel cui periodo, lica in Mediterraneo durante il secondo conflitto mondiale.
1926, fu promosso ammiraglio di armata nella riserva. Ivi, pp. 358-60.

