Page 19 - A scuola sul mare - Navi Asilo e Grande Guerra nei documenti dell'Ufficio Storico della Marina Militare
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LA REGIA MARINA
NELLO SCENARIO DELLA GRANDE GUERRA
l racconto che ruota attorno ai marinaretti che fre- “Guerra europea”, ma che invece valicò i confini del
quentarono, dalla fine dell’Ottocento fino alla se- Vecchio Continente, coinvolgendo oltre le principali
I conda metà del Novecento, le “navi-asilo” è una capitali europee anche altri Stati al di là del bacino del
storia di mare, di solidarietà, di accoglienza, di amicizia Mar Mediterraneo in una follia collettiva che sfociò in
e di cura educativa nei confronti di bambini e ragazzi ri- un bagno di sangue.
masti orfani, abbandonati e lasciati ai margini della so- Il 1914 fu l’anno in cui le nazioni furono investite da
cietà del tempo. L’esperienza vissuta e le relazioni che uno strano entusiasmo e da uno stato di esaltazione pa-
nacquero tra questi allievi speciali e i loro educatori fu triottica. Basta leggere le testimonianze, i diari, le lettere
di un’empatia tale che solo chi vive il mare può com- di chi visse quei momenti per respirare l’aria di una eu-
prendere. Ed è proprio dall’intrinseco significato di em- foria collettiva e smisurata fatta di sventolii di bandiere,
patia che occorre partire per capire le motivazioni che di gente che lanciava fiori ai soldati che a loro volta li
stanno a fondamento di queste scuole sul mare. L’em- sistemavano sulla sommità della canna del fucile.
patia, infatti, è il coefficiente fondamentale di quella Un’immagine che può essere rivista nei documentari in
formula che amalgama tutti gli uomini e le donne che bianco e nero di quegli anni: ai bordi delle strade mi-
in tutti i tempi si sono trovati a vivere o a navigare a gliaia di persone salutavano questi “eroi che partivano
bordo di una nave. L’empatia è il generatore dell’uma- per la guerra”. Gli regalavano baci, e sigarette. Le
nità e delle storie umane che quotidianamente, anche donne sventolavano i fazzoletti bianchi. Erano madri e
oggi, viene sperimentata a bordo delle unità della Ma- mogli, che con un velo di tristezza salutavano mariti e
rina italiana. Da qui il sostegno da parte dei vertici della figli.
Regia Marina al progetto delle “navi-asilo”. Solo se si Benedetto XV definì “inutile strage” il conflitto a con-
tiene conto dell’empatia si può capire profondamente ferma di una tragedia umanitaria senza precedenti. Un
l’esperienza compiuta cento anni fa, in piena guerra e esempio fu la battaglia di Verdun, nel nord della Fran-
con le difficoltà del tempo. cia.Questo fatto bellico diede il senso del culmine
È per tale ragione che storici, ricercatori, esperti e sem- verso cui l’umanità si era spinta . Le notizie e le imma-
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plici appassionati ogni volta che ascoltano le vicende
dei discoli e degli “scugnizzi”simeravigliano e si in- (1) Il 21 febbraio del 1916 è la data in cui i tedeschi sferrarono
terrogano sul come e sul perché in Italia tutta la storia una dura battaglia nei pressi di una piccola cittadina del nord
delle “navi-asilo” sia così poco conosciuta. Non sono della Francia: Verdun. La battaglia di Verdun segnò un ulte-
solo i volti di fanciulli dediti alle pratiche quotidiane, riore passo verso la disumanizzazione dei soldati che presero
allo studio e al gioco, che interessano coinvolgendo il parte alla Grande Guerra. Dopo dieci mesi di guerra e
lettore. Forse anche quello, ma ciò che colpisce di più 700mila morti francesi e tedeschi, la linea del fronte era quasi
esattamente com’era all’inizio della guerra. A Verdun, lungo
di questa affascinante storia di ragazzi che frequenta- la Somme e nelle Fiandre, la spaventosa combinazione di car-
rono le scuole galleggianti è la grande voglia di portare neficina, disperazione umana e fango divenne il simbolo della
il cuore oltre l’ostacolo della vita. Prima guerra mondiale. L’incubo dei campi della morte con
Nella cronologia della Grande Guerra, il 28 giugno del gli uomini feriti sprofondati nel fango e destinati a morire
1914, dopo l’uccisione a Sarajevo dell’arciduca France- per l’impossibilità da parte dei corpi medici di prestare soc-
corso mise a dura prova la disciplina degli eserciti. Alcuni
sco Ferdinando, è il giorno della scintilla che fa divam- soldati cercarono il modo di tornarsene a casa. Si aprì la que-
pare il fuoco di quella che fu definita dagli Stati Uniti stione delle diserzioni. Molti intrapresero la strada dell’auto-

