Page 52 - A scuola sul mare - Navi Asilo e Grande Guerra nei documenti dell'Ufficio Storico della Marina Militare
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A Scuola sul Mare.qxp_Layout 1  21/03/18  08:34  Pagina 48







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                   Giulia Civita Franceschi e un'altra educatrice insegnano ai piccoli
                   marinai a riconoscere i pesi, le misure e a fare i conti con i numeri











                                                                          L'infermeria di Nave Caracciolo


                                                                          faceva riferimento ai suoi viaggi, ai suoi “lunghi pelle-
                                                                          grinaggi nei paesi stranieri” dove andava a cercare e a
                                                                          “scrutare un diverso mistero delle anime” nei “taciti e
                                                                          pensosi vagabondaggi per le vie di città singolari”, ma
                                                                          nel fare questo e nel ricordare i suoi racconti itineranti
                                                                          e i paesaggi che aveva visto, non poteva dimenticare
                   I “caracciolini” a lezione di geografia e di storia    l’affresco  tutto  vesuviano  della  sua  Napoli,  di  quel
                                                                          Golfo e del suo splendido popolo di cui la giornalista
                                                                          di sentiva “umilmente sorella, per il sangue, per la razza,
                                                                          per il vincolo di simpatia, di tenerezza”.
                                                                          Sentimenti di profonda nostalgia bloccati, per un at-
                                                                          timo nel suo girovagare per le città, solo da alcune car-
                                                                          toline che ritraevano “tutto ciò che vi è di peggio, tutto
                                                                          ciò che si suppone di peggio» per il «buon popolo na-
                                                                          poletano”. Le cartoline illustravano “i bimbi napole-
                                                                          tani, in cui i loro visetti scarni ed espressivi, dagli occhi
                                                                          ove scintilla un raro lume d’intelligenza, seducono la
                                                                          fantasia, ma ciò che fanno, questi monelli, questi scu-
                                                                          gnizzi, stringe il cuore per la pietà e per l’indignazione.
                                                                          Ecco il piccino di sua madre seminudo: la madre cerca,
                                                                          fra i suoi capelli, con atto naturale, ma immondo…
                                                                          Ecco lo scugnizzo presso un forestiere, facendo ca-
                   Lezione di educazione fisica a bordo di Nave Caracciolo
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