Page 52 - A scuola sul mare - Navi Asilo e Grande Guerra nei documenti dell'Ufficio Storico della Marina Militare
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36 CAPITOLO 3
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Giulia Civita Franceschi e un'altra educatrice insegnano ai piccoli
marinai a riconoscere i pesi, le misure e a fare i conti con i numeri
L'infermeria di Nave Caracciolo
faceva riferimento ai suoi viaggi, ai suoi “lunghi pelle-
grinaggi nei paesi stranieri” dove andava a cercare e a
“scrutare un diverso mistero delle anime” nei “taciti e
pensosi vagabondaggi per le vie di città singolari”, ma
nel fare questo e nel ricordare i suoi racconti itineranti
e i paesaggi che aveva visto, non poteva dimenticare
I “caracciolini” a lezione di geografia e di storia l’affresco tutto vesuviano della sua Napoli, di quel
Golfo e del suo splendido popolo di cui la giornalista
di sentiva “umilmente sorella, per il sangue, per la razza,
per il vincolo di simpatia, di tenerezza”.
Sentimenti di profonda nostalgia bloccati, per un at-
timo nel suo girovagare per le città, solo da alcune car-
toline che ritraevano “tutto ciò che vi è di peggio, tutto
ciò che si suppone di peggio» per il «buon popolo na-
poletano”. Le cartoline illustravano “i bimbi napole-
tani, in cui i loro visetti scarni ed espressivi, dagli occhi
ove scintilla un raro lume d’intelligenza, seducono la
fantasia, ma ciò che fanno, questi monelli, questi scu-
gnizzi, stringe il cuore per la pietà e per l’indignazione.
Ecco il piccino di sua madre seminudo: la madre cerca,
fra i suoi capelli, con atto naturale, ma immondo…
Ecco lo scugnizzo presso un forestiere, facendo ca-
Lezione di educazione fisica a bordo di Nave Caracciolo

